Tracce di sangue e frammenti ossei, al via la super perizia

Di Letizia Tassinari

Le sei tracce di sangue, visibili anche a occhio nudo, trovate il 9 dicembre 2010 all’interno di una delle due roulotte, e i micro frammenti ossei, recuperati dai Ris di Roma grazie al georadar, sotterrati a mezzo metro di profondità nel campo di via dei Lecci, dove vivevano segregate Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro, le due donne scomparse per cui è a processo in Corte d’Assise a Lucca Massimo Remorini, oltre che Maria Casentini, Francesco Tureddi e Maurizio Pasquinucci, come riferi durante la sua testimonianza il capitano Filippo Barni iDonne scomparse: super perizia sul sangue e ossa trovate nel campo?), verranno analizzati il 6 e il 9 giugno prossimi.

All’udienza in Corte d’Assise di questa mattina il presidente Billè ha fomralizzato l’incarico per la super perizia, dando l’incarico al magggiore Berti dei Ris, per le tracce ematiche, e alla dottoressa Pilli di Firenze per le ossa. David Paolini e sua sorella Sabrina, entrambi figli e nipoti di Velia e Maddalena, sono già stati sottoposti ai prelievi salivari per la comparazione del DNA, e i due periti avranno tempo 30 giorni per depositare le loro relazioni alla Corte.

Il quesito è se quanto ritrovato nel campo degli orrori, possa essere riferibile ai resti mai ritrovati delle due donne, madre e figlia, morte per la Procura, ma mai ritrovate e per la cui vicenda Remorini, maggiore accusato, è imputato di omicidio, distruzione e occultamento di cadavere. “I reperti sono conservati a Roma – disse dal banco dei testimoni l’ufficiale del reparto speciale dell’Arma -, e sono a disposizione per ulteriori approfondimenti”. Una rivelazione, questa, che aveva spiazzato avvocati della difesa e delle parti civili, visto che dopo quasi tre anni e mezzo dal ritrovamento, in un processo indiziario, dove i corpi delle due scomparse sono svaniti nel nulla, e nessuno fino ad ora aveva approfondito gli accertamenti per capire se il sangue e le ossa ritrovate possano essere umani. Se gli esami dovessero risultare positivi, questa sarebbe la prova schiacciante del delitto.

All’udienza del prossimo 11 giugno è prevista l’escussione degli ultimi testimoni della difesa, tra cui il primario di psichiatria Mario Di Fiorino, lo psicologo del carcere San Giorgio Vito Cornacchia e l’avvocato Enrico Marzaduri, mentre per quella fissata il 9 luglio i due periti nominati oggi presenteranno i risultati delle analisi sul sangue e sulle ossa.

L’11 luglio al via la discussione, poi la sentenza.

Il rientro di Massimo Remorini, in cella per la rapina commessa a Imola, nella sua abitazione viareggina, previsto per oggi (Domiciliari e braccialetto elettronico, Remorini torna a casa), come riferito dall’avvocato Massimo Landi, è invece slittato a domani.