Traffico di droga e sfruttamento della prostituzione, arresti a macchia di leopardo

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VIAREGGIO – Dalle prime luci dell’alba i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Viareggio, unitamente a militari dei Comandi Provinciali di Lucca, Pisa e Massa Carrara e due unità del Nucleo Cinofili da San Rossore e Firenze,  hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip presso il Tribunale di Lucca, dottoressa Silvia Mugnaini, su richiesta della Procura, nei confronti di cittadini stranieri ed italiani ritenuti responsabili dei reati di traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. Ben 15 le misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti. Traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e sfruttamento della prostituzione sono i reati ipotizzati nelle 15 misure cautelari con dieci persone finite in cella, di cui sei albanesi, un marocchino e tre italiani., quattro agli arresti domiciliari, un albanese e tre italiani, e per un cittadino albanese divieto di dimora a Viareggio.

“Il Gip, si legge nella nota dell’Arma -,valutando positivamente quanto prospettato dal Sostituto Procurato della Repubblica Aldo Ingangi, ha accolto le richieste disponendo la custodia cautelare in carcere nei confronti di MARKU Tauland, nato a Lezhe (Albania) classe 1986, residente in Torre del Lago, disoccupato, pregiudicato, in atto sottoposto agli arresti domiciliari per altra ragione;
DRAGUSHA Mareldo, nato in Albania classe 1994, domiciliato a Viareggio, disoccupato, pregiudicato; LLESHI Kreshnik, nato in Albania classe 1983, domiciliato a Viareggio, disoccupato, pregiudicato; LEGISI Miklovan, nato in Albania classe 1976, residente a Pisa, operaio, pregiudicato;
MHILLAJ Mareglen, nato in Albania classe 1994, residente a Viareggio, cameriere, incensurato;
PETRUCCI Narciso Cristian, nato Viareggio classe 1983, ivi residente, imprenditore, pregiudicato;
POLI Luca, nato a Viareggio classe 1977, residente a Viareggio, disoccupato, pregiudicato;
GHAOUARI Oussama, nato in Marocco classe 1989, residente a Pietrasanta (LU), operaio, pregiudicato; QUARTA Davide, nato a Brindisi classe 1986 residente ad Arnesano (LE), di fatto domiciliato a Viareggio, disoccupato, pregiudicato; SELMANI Dritan, nato in Albania classe 1985, ivi residente, commerciante, pregiudicato, in atto ristretto presso il carcere di Livorno per altra causa. Veniva invece disposta la misura degli arresti domiciliari nei confronti di: BIANCHI Giulio, nato a Carrara (MS) classe 1979, ivi residente, disoccupato, pregiudicato; MARI Maurizio nato a Torino classe 1965, residente a Viareggio, pregiudicato; MARKU Bledar, nato in Albania classe 1985, operaio, pregiudicato; GHERARDI Francesco, nato a Pisa classe 1964, ivi residente, albergatore, pregiudicato. La misura del divieto di dimora nel Comune di Viareggio a:  CIZMJA Gentjan, nato in Albania classe 1979, residente a Viareggio, collaboratore domestico, pregiudicato”.

Tutti e 15 sono stati ritenuti a vario titolo responsabili, in concorso, del reato di traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, come hanno spiegato durante la conferenza stampa il comandnate della Compagnia, Capitano Massimo Amato, e la Tenente Tamara Nicolai del Nucleo Radiomobile e investigativo. Il solo Mareldo Dragushaveniva invece è stato anche riconosciuto responsabile del reato di sfruttamento della prostituzione. Nel corso della notte, sempre su disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante, sono state inoltre eseguite 15 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti soggetti direttamente coinvolti nell’inchiesta. L’attività in questione rappresenta l’esito di una complessa e articolata attività d’indagine iniziata dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Viareggio nel settembre del 2014 e che ha consentito di individuare l’esistenza di un importante sodalizio criminale, composto prevalentemente da cittadini albanesi, dedito ad un consistente traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina, hashish e marijuana. La denominazione “LEMSHI”, data all’operazione (in lingua albanese “labirinto, cosa intricata”) trae proprio origine dal complesso e articolato sistema di approvvigionamento e spaccio che il sodalizio criminale aveva posto in essere allo scopo di garantirsi l’impunità. L’organizzazione criminale aveva stabilito la sua base operativa a Viareggio, da dove gestiva tutti i contatti con l’Albania, nonché con le con province di Pisa e Livorno, al fine di cedere la sostanza stupefacente a diversi spacciatori, così da poter espandere al meglio il controllo su questi territori. Inoltre, grazie ad un’accurata attività di intercettazione telefonica ed ambientale, è stato possibile accertare che lo stupefacente proveniva dalla Provincia di Milano e dalla zona di Borgomanero, in provincia di Novara, e, tramite una ben organizzata rete di corrieri, giungeva in Versilia per poi essere distribuito ai vari spacciatori della zona.  L’intera attività criminale veniva coordinata dall’Albania, dal capo dell’organizzazione, che disponeva l’acquisto e la spedizione della sostanza stupefacente all’atto in cui riceveva, sempre tramite fidati corrieri, ingenti somme di denaro provento dell’attività di traffico e spaccio dello stupefacente.  La determinazione del sodalizio di voler affermare il proprio predominio sul territorio versiliese ha portato i suoi componenti a minacciare altri spacciatori che da tempo controllano la fornitura di stupefacente a Viareggio e che erano infatti diventati il punto di riferimento di numerosi spacciatori ed acquirenti. Veniva inoltre accertato che il predetto  Mareldo Dragusha aveva sfruttato la prostituzione di una ragazza, anch’essa straniera, mettendole a disposizione il proprio domicilio e impossessandosi di parte dei proventi. L’attività d’indagine in questione ha portato anche all’arresto in flagranza di reato di 5 soggetti, alla denuncia in stato di libertà di altre 21, nonché alla segnalazione di numerose persone alla Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti. Sono stati sequestrati complessivamente 112 grammi di cocaina, 108 di hashish, 2 chili di marijuana, 1 grammo di eroina e ben 32.000,00 provento dell’attività di spaccio. Infine, durante la mattinata odierna, a seguito delle perquisizioni eseguite, sono stati tratti in arresto in flagranza di reato Mareldo Dragusha e Denisa Catiru, incensurata sono stati trovati, durante la perquisizione, in possesso di 30 grammi di “bianca” suddivisa in 5 confezioni, di sostanza da taglio e un bilancino di precisione. Un’indagine iniziata a settembre, non facile, fatta di pedinamenti, di intercettazioni ambientali e telefoniche e di inseguimenti. I trafficanti di droga erano soliti comunicare anche con messaggi cifrati, e usavano insospettabili per “nascondere” i carichi prima di venderli. Due i “viaggi” bloccati, uno in partenza da Milano e l’altro da Novara, con droga a fiumi fermata prima che venisse introdotta sul mercato della Versilia. Un plauso alla attività svolta, con risultati di peso, è arrivato dal comandante provinciale, colonnello Stefano Fedele, arrivato a Viareggio da Cortile degli Svizzeri per complimentarsi con i suoi militari.

 

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