Traina: “Il Carnevale va salvato, senza se e senza ma. Però vanno ridimensionati alcuni costi”

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VIAREGGIO – Il carnevale va salvato senza se e senza ma, per la manifestazione in sè e per l’indotto.Vanno ridimensionati alcuni costi, magari anche il numero dei carri.

“Per come la vedo io – questo il pensiero di Simone Traina –  i carristi dovrebbero avere profitti legati a obiettivi e standard di qualità: innegabile che la qualità delle costruzioni e dei carristi abbia differenze evidenti. I soldi che percepiscono sono soldi pubblici per cui certe cifre in questo periodo storico sono purtroppo anacronistiche.  Chi ama il carnevale deve capire che è indispensabile un riassetto. Per questo ritengo indigeribili affermazioni esagerate di alcuni carristi e ho risposto con la mia provocazione. Serve che ogni settore legato al comune di Viareggio prenda atto della gravissima situazione senza alzare i toni (come purtroppo ho visto fare a alcuni carristi ) e si aprano tavoli per ridurre i costi . Purtroppo pensare di andare avanti così è insostenibile. Si tratta  appunto di rendere sostenibile la manifestazione per non farla morire.

“Concordo pienamente con Stefano Genick – aggiunge Traina – quando sostiene che in un momento in cui un Comune come il nostro si avvicina pericolosamente al default finanziario, è semplicemente opportuno che ciascuno faccia la sua parte; da un lato i dipendenti del Comune (in primis i dirigenti), i quali non potranno più contare su una contrattazione integrativa di favore come quella fino ad oggi garantita, dall’altro lato i dipendenti (e fornitori) delle articolazioni esterne all’Ente (Società e Fondazioni). Delle prime, infatti, devono essere rapidamente rivisti contratti di servizio che hanno generosamente elargito risorse pubbliche a soci privati senza alcuna assunzione significativa di rischio imprenditoriale (furbescamente dirottato sui contribuenti in forma di “tariffa”), circa le seconde è di tutta evidenza che il Comune non è oggettivamente in grado di preservare una contribuzione pubblica come quella attuale, ciò imponendo sia il reperimento di fondi esterni (regionali in particolar modo) sia la riduzione degli stanziamenti fino ad oggi garantiti in sede di bilancio. Nessuna demagogia, dunque, solo una presa d’atto della mutata realtà economica del Gruppo (perchè di Gruppo si tratta) Pubblico che ruota attorno al Comune di Viareggio”.

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