Tubercolosi, Mantoux e primo giorno di scuola…

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CAMAIORE – C’era una volta il primo giorno di scuola… chi di voi ha cinquanta anni come me ricorda sicuramente i primi giorni, ogni anno, per tutta la durata delle scuole, c’era un giorno particolare, il giorno dedicato alla mantoux, noi ragazzi cercavamo in tutti i modi di scoprire quando sarebbe capitato quel giorno, perché non faceva certo piacere essere “bucati” sulle braccia da quel “coso” a 4 punte, ci facevano aspettare per vedere se succedeva qualcosa, ma cosa?? Sarebbe dovuto diventare rosso?? Verde?? Giallo?? Chi lo sa, l’unica cosa importante era che non cambiasse colore, perché se lo faceva erano guai, chissà magari pensavamo che ci avrebbero “sgamato” e che avrebbero scoperto che ci eravamo mangiati la marmellata di nascosto …

“Il test alla tubercolina – scrive in una nota Fabrizio Pellegrini di Fratelli d’Italia –  o più correttamente intradermoreazione secondo Manotux (spesso chiamata semplicemente Mantoux), è il test che serve a fare diagnosi di infezione tubercolare. Nonostante l’avvento di nuovi test diagnostici, questo test resta ancora oggi il test di riferimento in età pediatrica. Il test di Mantoux si esegue iniettando 5 unità di tubercolina purificata (PPD) sull’avambraccio del paziente. La zona in cui viene effettuata l’iniezione non va lavata ne trattata con alcun farmaco (ad esempio creme) nel corso dei successivi 3 giorni per non falsare la lettura del risultato. La lettura del test va eseguita tra le 48 e le 72 dopo l’inoculazione con l’accurata misurazione dell’infiltrato. La cosa importante è che la MANTOUX ha un costo in euro veramente basso e una volta veniva effettuato anche a chi lavorava nelle cucine  e doveva fare la tessera sanitaria,. Oggi nessuno controlla più, ci sono un sacco di extracomunitari che lavorano o aprono attività commerciali tipo kebab o similari e nessuno li controlla, inutile poi lamentarsi se ritornano malattie credute debellate e intanto si ammalano i militari che partecipano alla missione “mare nostrum” e ci ritroviamo maestre malate nelle nostre scuole, forse quando l’epidemia colpirà qualcuno dei loro figli i politici si decideranno a intervenire”.

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