Tubi in porto, rintracciati i proprietari: li aveva persi in Armo una ditta pisana

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VIAREGGIO – Dopo il rinvenimento delle 3 tubazioni in materiale plastico semigalleggianti, recuperate il 16 e 17 agosto scorsi dai mezzi navali della Guardia costiera viareggina (motovedette CP 813 e CP 563) e che stazionavano al momento della segnalazione nei pressi dell’imboccatura del porto di Viareggio, costituendo un pericolo per la navigazione di unità in transito ( Tubi in porto, la Guardia Costiera ripristina la sicurezza della navigazione), nel pomeriggio di oggi gli uomini del Comandante Iacono hanno provveduto alla consegna degli stessi ai legittimi proprietari.

Difatti nei giorni scorsi, i militari di via Oberdan hanno provveduto ad una serie di “investigazioni” sull’eventuale provenienza degli stessi (si pensava in un primo momento che potessero essere riconducibili all’ex sabbiodotto) potendo poi constatare (dopo aver sentito con esito negativo anche l’Ufficio tecnico dell’Autorità portuale regionale) che i 3 tubi recuperati appartenevano invece al Consorzio Stabile Pelagus che li aveva persi lo scorso 10 luglio durante l’esecuzione di alcuni lavori presso il porto di Marina di Pisa nei pressi della foce del fiume Arno.
E, nel pomeriggio di oggi, il proprietario ha inviato sul posto una locale ditta di autotrasporti per il recupero e la rimozione degli stessi dalla banchina Berti, dove in questi giorni erano stati temporaneamente depositati.

“Anche nei prossimi giorni- assicura il Comandante Iacono – continuerà la vigilanza in mare delle motovedette e del gommone GC A78 (impegnato fino al prossimo 7 settembre nell’operazione Mare Sicuro) per verificare che non siano presenti altri tubi nelle acque di competenza e nei pressi dell’imboccatura del porto. Raccomando, comunque, a chiunque dovesse avvistarli di segnalare tempestivamente la cosa alla Guardia costiera”.
Risolto quindi anche il “mistero dei tubi”, si ricorda che per ogni emergenza in mare è sempre attivo il numero blu 1530.

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