“Turandot senza sorprese”, intervista a Rossella Martina

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VIAREGGIO – Festival Puccini, prima da sold out ieri sera con la Turandot. Il Gran Teatro sul Lago era strapieno, con il pubblico delle grandi occasioni, con politici presenti, dal sindaco di Viareggio a quelli di Lucca e Pietrasanta, e personaggi dello spettacolo, con Valeria Marini, che non si è risparmiata in selfie e autografi, Simona Ventura e Andrea Bocelli.

Presente all’opera anche Rossella Martina, ex Assessore alla Cultura nella prima giunta Del Ghingaro, intervistata da TGregione.it.

Ieri sera al Pucciniano la prima di Turandot con la regia di Alfonso Signorini. Allora, qual è il suo giudizio?

“Forse c’è stata sorpresa al contrario: in molti si aspettavano da Signorini chissà quale trasgressione o innovazione, invece è stata una regia fin troppo tradizionale. Tutto molto già visto, immobile a tratti banale. Ma la qualità media del tutto – a partire dal cast – era buona e dunque alla fine è stato uno spettacolo senza emozioni ma guardabile. Inoltre se lo scopo era il così detto “ritorno mediatico”, tipo l’arrivo di Simona Ventura e Valeria Marini con tanto di paparazzi, c’è stato e dunque l’operazione – se questa è la filosofia che guida il Pucciniano di Veronesi – è riuscita”.

Insomma l’unica sorpresa è che non ci sono state sorprese. Non come lo scorso anno quando il Maestro Veronesi interruppe la prima della Tosca per protesta contro la sentenza del Tar  che aveva annullato le elezioni. Lei, come assessore alla Cultura, si arrabbiò moltissimo e dopo l’interruzione espresse subito il suo disappunto. Possiamo dire che fu l’inizio della fine del suo rapporto con Del Ghingaro?

“Diciamo che fu la prima rottura pubblica tra me e lui. Come è immaginabile i disaccordi su molte questioni andavano avanti da tempo”.

Voci raccontano che al Maestro Veronesi fosse stato suggerito di interrompere l’opera, ce lo conferma?

“Sì, il sindaco era entusiasta dell’idea di Veronesi di interrompere l’opera. Sosteneva che in quel modo “tutti i giornali” avrebbero parlato del caso Viareggio. Io ero contraria, per me non aveva senso mischiare un problema locale legato alla politica con la Tosca, evento artistico internazionale, per la quale venivano appassionati da tutta Europa. Ci fu una discussione quel giorno durante un pranzo di lavoro. Speravo di avere convinto Veronesi a desistere e invece la sera ci fece quella imbarazzante sorpresa. Ma questo è il passato. A me interessa il futuro”.

Per il futuro cosa auspica per il Pucciniano?

“Non è più mio compito occuparmene però spero che si dia seguito a un impegno preso lo scorso anno con Uberto Bertacca, il grande scenografo e costumista di Viareggio premiato appunto con il Premio Puccini lo scorso anno”.

Quale impegno?

“Uberto, che ha 81 anni, e ha lavorato con i più grandi registi italiani di teatro, ha un sogno che ha espresso a me e al Maestro Veronesi e ad alcuni membri del cda. Ha già disegnato scene e costumi di una Turandot che vorrebbe ‘regalare’ a Viareggio e al Pucciniano. E farne la regia. Senza compensi per se stesso. Vorrebbe concludere in questo modo la sua grande carriera di uomo di teatro. Tutti sembravano entusiasti all’idea e fu detto che appena ci fosse stato modo di fare un nuovo allestimento sarebbe stato chiamato. Dissero che per il 2017, per motivi di bilancio, non ci sarebbero stati nuovi allestimenti e se ne sarebbe parlato nel 2018. Invece i soldi si sono trovati evidentemente, ma per Alfonso Signorini, non per Bertacca. Mi auguro che il prossimo anno si possa coronare il sogno di Bertacca perché è un grande prestigioso regalo per la città di Viareggio e per Torre del Lago. E abbiamo bisogno anche di questo, non solo di gossip”.

Lei lo scorso anno inventò l’arena estiva del cinema a Palazzo delle Muse ed ebbe un grandissimo successo. Perché quest’anno non è stata ripetuta?

“Non lo so. Spero che non l’abbiano abolita perché era una mia idea…”.

Per chi non si ricordasse cosa successe un anno fa alla prima di Tosca, ecco qui il video della diretta:

 

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