Uccise il fratello a colpi di pistola, pena ridotta in Appello: 13 anni per Nicola Guidotti, confermati domiciliari e permesso per lavorare

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FIRENZE – ( di Letizia Tassinari ) – Pena ridotta in Appello questa mattina per Nicola Guidotti: 13 anni rispetto ai 15 e 4 mesi in primo grado a Lucca in rito abbreviato.

Avvocati Riccardo Carloni e Massimo Landi

Soddisfazione da parte dei legali, avvocati Massimo Landi e Riccardo Carloni, che hanno visto accogliere la loro richiesta di concordato con la Procura Generale prevista dall’articolo 599 del codice di procedura penale, reintrodotta dalla recente riforma Orlando. Nicola Guidotti resterà ai domiciliari, come già lo era prima, con la possibilità di recarsi al lavoro.

La vicenda è nota: Guidotti fu accusato dell’omicidio del fratello Mario. Il fratricido avvenne a giugno 2015, difronte al ristorante il Mezzo Marinaio. Già in primo grado erano stati esclusi la premeditazione e i futili motivi  e concesse le attenuanti generiche. Pur non riconoscendo la incapacità di intendere e volere, come da perizia dei consulenti del tribunale, in primo grado era stato tenuto conto sia della buona condotta di Nicola Guidotti sia in carecere, quando fu arrestato dalla Polizia, che durante il processo, e del suo essere incensurato. Nella sua dichiarazione spontanea, durata circa mezz’ora, nel corso del processo di primo grado, Guidotti aveva ripercorso il rapporto conflittuale con il fratello Mario, commuovendosi, piangendo e ribadendo che da quel tragico pomeriggio di inizio estate per lui era iniziato un inferno: nella sua mente c’era, e c’è  sempre, ogni giorno, l’immagine del corpo del fratello steso a terra di fronte al loro ristorante

Quatto colpi di pistola, a sangue freddo, e Mario Guidotti, 51 anni, morì sul colpo. A fare fuoco, con un revolver regolarmente detenuto, fu il fratello Nicola, titolare all’epoca dei fatti del Mezzo Marinaio, il noto ristorante a fianco del Palazzetto dello Sport sulla via Salvadori, a un passo dal “vialone”. Sirene spiegate e lampeggianti accesi, oltre a Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili Urbani e Capitaneria di Porto, sul posto confluirono i mezzi del 118 con il personale sanitario che aveva tentato il tutto per tutto per cercare di salvare la vita dell’uomo accasciatosi sull’aslfalto in una pozza di sangue. Ma tutto fu inutile. I proiettili avevano colpito a morte nel torace e alla testa la vittima, freddata sul colpo. Un litigio al telefono poco prima, per motivi di lavoro, sarebbe stato la scintilla che ha portato alla mattanza.

3Mario era in Passeggiata davanti a Mondo Disco, e chi lo aveva visto, una mezz’ora prima degli spari, raccontò di averlo sentito gridare al cellulare: “Mi raccomando prendi bene la mira”. Arrivato al ristorante, la discussione proseguì nel locale con il fratello Nicola che gli aveva sparato con la pistola – un revolver regolarmente detenuto nel ristorante, per difendersi dai ladri, che negli anni avevano preso di mira più volte il locale –  mentre cercava di fuggire in sella ad una Vespa 50 rossa. Uno, due, tre, quattro colpi, sparati uno dopo l’altro, quando il corpo di Mario era ormai a terra. Come in un raptus, di follia estrema.

nicolaNicola Guidotti, che dopo aver sparato in mezzo alla strada affollata di auto e persone in bicicletta che intorno alle 18.30 tornavano a casa dalla vicina spiaggia, era stato preso, ammanettato, caricato su una volante della Polizia e portato via. A dare l’allarme era stato un agente della Stradale, libero dal servizio, che era in zona e si era fermato appena uditi i colpi da arma da fuoco, chiamando immediatamente il 113. L’arrestato, alla presenza del difensore di fiducia, l’avvocato Massimo Landi, era stato poi ascoltato negli uffici del Commissariato dal Pubblico Ministero Antonio Mariotti, arrivato da Lucca.  “Ho sparato a mio fratello”. E’ quanto aveva confessato prima di essere trasferito in cella al carcere di Lucca. E prima di uccidere il fratello avrebbe detto ai dipendenti: del ristorante “Ora camminate da soli”. Una frase, questa, “sibillina”, anche se fu escluso che si riferisse all’intenzione di lasciare definitivamente l’attività, visti i continui litigi tra i due. Accusato di omicidio volontario aggravato, Nicola era poi stato sottoposto a varie perizie: capace di intendere e di volere, per l’accusa, capacità scemata per la difesa.

IMG-20150620-WA0007IMG-20150620-WA0006IMG-20150620-WA000320150620_230148Nicola Guidotti, negli anni d’oro,  era tato il titolare del famoso Barcobestia in via Coppino, riaperto  con il nome “Il Capitano”.

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