Ulisse torna a casa: al Pontile di Marina di Pietrasanta il gran finale di “Odissea”

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MARINA DI PIETRASANTA – Un evento denso di suggestioni che resterà nella storia del Festival della Versiliana, un progetto di successo che ha entusiasmato il pubblico:  “Odissea – un racconto mediterraneo”, novità del 35° Festival La Versiliana,  si conclude martedì 19 agosto alle 21,30 nella suggestiva location del Pontile di Marina di Pietrasanta.

Il ritorno a casa di Ulisse, che segna l’ultimo appuntamento con il fortunatissimo ciclo  “Odissea- un racconto Mediterraneo, è affidato a Tullio Solenghi protagonista del gran finale della “fiction a puntate” più seguita dell’estate versiliese, progetto firmato da Sergio Maifredi per la Fondazione La Versiliana che ha visto avvicendarsi alla narrazione Moni Ovadia, Davide Enia, Giuseppe Cederna, Paolo Rossi e Amanda Sandrelli.

E così, il racconto più affascinante della storia della letteratura occidentale, che la Fondazione la Versiliana ha fortemente voluto allestire sul palcoscenico appoggiato sul Mar  Tirreno, ci condurrà ancora una volta d’improvviso in mezzo alle onde, circondati dai suoni del mare ora tranquillo ora impetuoso, a sentir parlare di avventure del mare.

Tullio Solenghi, attore, comico, doppiatore, regista, conduttore televisivo e imitatore, membro dell’indimenticabile e irresistibile Trio con Massimo Lopez e Anna Marchesini, racconterà, l’incontro tra l’eroe omerico e la fedele moglie.

Penelope è astuta almeno quanto il suo sposo. E’ stata astuta nel tener testa ai pretendenti, inventando l’eterno gioco della tela, ed è astuta ora nel saggiare chi dice d’esserle marito. E se Telemaco e la Nutrice possono credere che l’uomo che hanno davanti è il re di Itaca, che è tornato, che ha ucciso i proci ed ha ristabilito l’ordine, a Penelope questo non basta. Lo mette alla prova ancora una volta. Ordina alle ancelle di spostare il letto nuziale. Solo lei e Odisseo sanno che quel letto è intagliato nel tronco di un secolare ulivo che affonda le radici nella terra dei padri. “Nessun umano lo può spostare!” dice lo straniero. E Penelope si scioglie in un pianto trattenuto da vent’anni. La notte la passeranno ad aversi e a ritrovarsi. Raccontandosi due decenni trascorsi nell’attesa e nel ritorno.

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