Ultimo parto prima della pensione per il dottor Giovanni Paolo Cima, fiocco celeste al Versilia

LIDO DI CAMAIORE – ( di Letizia Tassinari ) –  Ultimo giorno di lavoro per il dottor Giovanni Paolo Cima all’ospedale “Versilia”. E per finire in bellezza il suo prezioso lavoro, portato avanti negli anni, l’ultimo parto che ha visto nascere un bel bimbo: Tommaso, 3 chili mezzo. Un fiocco celeste, per chiudere questa lunga esperienza a Lido di Camaiore. Il primario del reparto di Ginecologia e Ostetricia,  infatti, da oggi andrà in pensione, ma la sua carriera non si ferma: continuerà, per la felicità delle tante donne della Versilia, ad esercitare la professione di ginecologo, privatamente, come libero professionista al Versilia Surgery.

Camaiorese di nascita, versiliese doc quindi, 67 anni, il dottor Cima non è un figlio d’arte, i suoi genitori erano commercianti: dopo il diploma scientifico, anche se la famiglia lo avrebbe voluto avvocato, si è laureato giovanissimo, appena 25enne, in Medicina e Chirurgia all’università di Pisa, con il massimo dei voti e la lode. Specializzandosi poi in Ginecologia ed Ostetricia. “La scelta la presi scalando le rocce sulle Alpi, assieme ad un amico”. La montagna galeotta, che lo ha portato alla professione di “medico delle donne”. Un lavoro che ha sempre svolto con amore. E la dimostrazione è il gran numero di future mamme che si sono rivolte alle sue mani. La sua brillante carriera iniziò al vecchio ospedale di Viareggio, il Tabarracci, per poi passare a quello di Pietrasanta. L’ ”approdo” al “Versilia” fu nel 2004, prima come aiuto, e dal 2008 come primario. Quanti sono i bambini che ha fatto nascere? “Tanti, almeno 100 all’anno per trent’anni”. Ma il primo nato, come il primo amore, non si scorda mai: “Ero ancora studente specializzando a Pisa – ricorda – ed ero terrorizzato, si trattava di un parto prematuro. Chiamai il mio professore, ma quando arrivò la piccola era già nata, ed era andato tutto bene”. Al Versilia, a parte la breve, se pur tragica, parentesi dell’ottobre nero del 2008, con tre neonati morti in due settimane, il reparto diretto da Giovanni Paolo Cima è sempre stato uno dei fiori all’occhiello. Pochissimi cesarei, solo quando è veramente necessario, la quasi totalità sono stati negli anni parti naturali, anche in acqua. Nel suo reparto è stato sempre in vigore il principio della umanizzazione della fase della nascita di un figlio: “In sala parto si mangia frutta, e si beve tè, o acqua. L’anestesia epidurale, per chi la vuole, è garantita H24 in tutti i giorni dell’anno”. Parti in crescita, negli anni, e non solo di mamme versiliesi, al reparto fino ad oggi diretto dal dottor Cima, con donne da tutta la Toscana, e anche da fuori regione. Da sempre obiettore di coscienza, nel lontano 1978 anche Cima votò a favore dell’aborto: “per una questione di correttezza nei confronti degli altri – spiega -, non tutti la pensiamo nello stesso modo sull’argomento, ma nessuno deve essere privato della sua libertà di scegliere”. Motivo per il quale pur non praticando gli aborti, nel suo, da oggi ex, reparto l’assistenza a chi sceglie di interrompere la gravidanza è stata sempre garantita.

Giovanni Paolo Cima ha iniziato a lavorare come medico di ruolo nell’Ospedale di Pietrasanta in qualità di vincitore del concorso pubblico per assistente di Ostetricia e Ginecologia nel 1979. Il reparto era diretto allora dal dottor Manfredi, allievo e braccio destro del professor Luisi. Sotto la sua direzione si è occupato di oncologia ginecologica chirugica. Ha fatto parte anche di un gruppo oncologico clinico del nord est italiano che ha la sua sede principale a Padova, perfezionandosi in tecniche chirurgiche e strategie oncologiche per le principali neoplasie ginecologiche e in particolare per i tumori ovarici.  Durante la sua carriera è stato titolare dell’Alta Specializzazione in endoscopia ginecologica ed ha maturato un’esperienza importante nella chirurgia endoscopica eseguendo interventi complessi sia laparoscopici che  isteroscopici. In questa veste ha seguito oltre il 90% degli interventi fatti per problematiche di sterilità e infertilità nelle pazienti affluite al Centro della Riproduzione Assistita del “Versilia” Da quando ha iniziato a dirigere il reparto di Ginecologia ed Ostetricia del nosocomio versiliese ha introdotto l’uso delle linee guida più moderne e continuamente aggiornate  adattandole alla nostra realtà, aumentando il livello di collaborazione con le altre strutture sanitarie della Toscana e in particolare con i Centri Universitari di Pisa e Firenze. Da non dimenticare il suo lavoro per l’umanizzazione e per la sicurezza del parto, per un precoce e continuo rapporto fra la madre e il bambino, attraverso il rooming in e la promozione dell’allattamento al seno.

Un medico dal cuore d’oro, oltre che bravo, Giovanni Paolo Cima, che mancherà a molti: “Il sorriso delle mamme quando stringono a sé i loro piccoli è la ricompensa più bella per un medico”, afferma sorridendo il primario. E il suo sorriso è dolce, come quello di un padre. Il ginecologo, del resto, segue le future madri passo passo. Ogni bimbo che nasce è un po’ anche suo.

A sostituirlo, in attesa del bando, sarà, il dottor Andrea Marsili