Un vortice di vento, stato di emergenza a Camaiore

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CAMAIORE – Stato di emergenza a Camaiore: le tranquille ore di un normale dopo cena dei 30.000 abitanti si trasformano in un vortice di vento che sconquassa natura e anime. Come un leviatano sorto da siti sconosciuti, annunciato, ma inatteso con tanta forza, perdura per l’intera nottata tra mercoledì e ieri, infinito e spergiurato. Il fischio è quasi umano, apre tetti e sradica fusti secolari, intimorisce la gente che resta sveglia, atterrita dalla potenza di un Eolo malefico, senza luce e che conta i minuti che fanno mattina. Terrorizza come l’acqua scrosciante: umano che la forza del pericolo presente dapprima attenui e poi faccia rivivere quella del pericolo trascorso. Un’altra ferita grave alla terra, alle cose: per fortuna non ci sono danni alle persone. Non ci voleva proprio, dopo le piogge e le frane: un altro stato di calamità. Il vento, democratico, soffia ovunque dal mare ai monti, nella pianura centrale affossando serre e giardini, coperture di capannoni e di case, in un’atmosfera di paura. Colpito il centro storico in vari edifici sia pubblici che privati: il Colosseo chiuso da tronchi caduti, danni alle ‘funi’, Capezzano dove il parco di Villa Le Pianore è stato decimato di alberi secolari, le strade delle frazioni come fiumi di fronde e la costa spettinata: in sostanza gran parte del territorio di oltre 80 chilometri quadrati. Il rischio perdurerà fino alle 24 di stasera seppur per vento grecale di ‘impatto locale’, quindi del penultimo livello di criticità ovvero di ‘vigilanza’ e non di ‘allerta’. Il sindaco Alessandro Del Dotto con l’assessore alla protezione civile Carlo Alberto Carrai hanno monitorato la situazione costantemente: dopo la riunione dell’unità di crisi delle 13.30 di ieri con il dirigente dell’ufficio regionale di protezione civile Antonino Melara, il bilancio contava una viabilità ancora in sofferenza con squadre di operai intente a liberare le strade e a sopralluoghi sugli edifici scolastici. Nel primo pomeriggio sono state ripristinate le reti elettriche, idriche e di comunicazione. Ieri mattina quasi tutti gli abitanti del centro erano senza luce e molti senza acqua. L’Enel, coordinata dalla Prefettura, è stata invasa da segnalazioni da parte del Comune. Muti i cellulari con un bieco suono di occupato ritornato normale nel primo pomeriggio. La piazza centrale già alle 8 piena di persone sparute: sparsi per terra anche resti di lamine del tetto sotto l’arco della Vergine Maria, raccolti dal comandante dei vigili. Transennata la via XX Settembre nel centro storico di prima mattina per controllarne la viabilità e per rischio di caduta di tegole. Erano bloccate anche l’Italica e la Provinciale: interrotte ancora nel pomeriggio le strade per Pedona, Bargecchia, Fibbiano e Gombitelli. La Sarzanese è stata chiusa fino alle 15 a causa dei tronchi sulla carreggiata. Camaiore avanza richiesta, con gli altri Comuni colpiti, di ‘stato di emergenza’ alla Provincia, alla Regione e al Governo. Questo quanto assicurato dal sindaco Alessandro Del Dotto che ieri mattina e per tutto il giorno è stato piantato in via Delle Muretta nella sede della protezione civile. Più pallido del suo piumino candido.

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