Una cittadella dello sport alla ex colonia Laveno, proposta di recupero di Ettore Neri

PIETRASANTA  –  “Una vera e propria cittadella dello sport all’ex colonia Laveno – il candidato a sindaco del centro-sinistra Ettore Neri lancia la sua idea per il recupero di un’area strategica per il territorio pietrasantino – ovviamente avvieremo un confronto anche su questo con i cittadini ma serve una strada concreta e decisa per evitare il protrarsi di una situazione indecorosa per una zona turistica di livello come la nostra”. La ex colonia Laveno sul viale Apua, di proprietà della Asl Regione Toscana, da anni è oggetto di vari tentativi di vendita, ma la proprietaria Asl non è finora riuscita ad attuare il progetto approvato di un centro turistico ricettivo di alto livello: “Se la possibilità di conversione alberghiera non dovesse concretizzarsi in brevissimo tempo – spiega Neri – è nostra intenzione avviare un percorso con la Regione per recuperare l’area a fini di servizi collettivi utili per la Marina e per lo sport. La vicinanza della ex Laveno al campo di atletica apre la possibilità di creare una struttura legata allo sport, anche per dare gli spazi giusti alle numerose realtà associative sportive esistenti, finora costrette a lavorare in ambienti poco adatti al corretto svolgimento e sviluppo delle loro attività”. Nascerà così finalmente a Pietrasanta una Cittadella dello Sport, un polo in cui creare occasioni di incontro e di attività sane per i giovani e non solo. Ma la prossima Amministrazione Comunale, targata Ettore Neri, prenderà di petto il problema generale dei vari edifici di valore lasciati in abbandono. Fra questi anche il complesso dei Salesiani di proprietà di una società privata estera: “È arrivato il momento in cui la collettività veda nuovamente utilizzato uno spazio pregiato e significativo che è stato teatro di formazione di molte generazioni pietrasantine – spiega il candidato del centro-sinistra – il nostro approccio è duplice, da una parte attenzione e sensibilità per consentire il recupero del complesso da parte dei privati anche per impedire un degrado sempre più evidente, dall’altra l’esigenza che uno spazio così significativo debba essere per lo meno parzialmente utilizzato a fini pubblici. Pensiamo all’utilizzo degli ampi spazi a verde, della Chiesa e degli spazi collettivi interni che si potranno realizzare. È tempo che il Comune tuteli il bello della propria città non solo con la dovuta cura degli spazi già pubblici ma anche attraverso una attenzione puntuale e determinata verso immobili privati di valenza comunque collettiva, per posizione storia e significati”.