Una raccolta di firme per il teatro Jenco

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VIAREGGIO – “Il Movimento 5 Stelle, nonostante le rassicurazioni tardive dell’Amministrazione comunale, ha iniziato una raccolta di firme aperta a tutti i cittadini, finalizzata alla immediata riapertura del Teatro comunale “Elpidio Jenco”: una struttura che ha dimostrato, nei trascorsi anni di attività, di costituire un vero e proprio polo culturale aperto alla cittadinanza, che ha saputo aggregare intorno a sé l’interesse di scuole, associazioni e singoli cittadini appassionati di teatro”. Questa la nota dei grillini che riportiamo integralmente: “Si ritiene che la spesa per la sua messa a norma nella peggiore delle ipotesi si aggiri intorno ai 25 mila euro, una cifra tutto sommato abbordabile, tenuto conto che il Teatro Jenco , durante gli anni della sua attività, ha sempre garantito un adeguato introito. Tutto ciò considerata la cronica mancanza di fondi che ha impedito, in tutti gli anni di attività della struttura, lo svolgimento di adeguate iniziative di marketing e di promozione che avrebbero portato a una gestione più proficua e una programmazione di maggiore qualità.  Ci auguriamo che questa raccolta di firme serva di stimolo all’Amministrazione affinché porti finalmente a compimento l’iter procedurale per la riapertura del teatro. Teatro tornato di recente nelle mani del Comune dopo che nell’ultimo scorcio dell’Amministrazione Betti era stato affidato alla Fondazione Festival Pucciniano col preciso compito di ottemperare agli obblighi di legge riguardo l’ottenimento del certificato di prevenzione incendi in modo da riconsentirne la riapertura. Tutto risolto come sappiamo in un nulla di fatto e con la revoca del passaggio al Pucciniano. A questo punto l’obiettivo è quello di vedere finalmente attuati con la massima sollecitudine e senza più ritardi ingiustificati i dovuti interventi di messa a norma in modo da consentire il prima possibile la ripresa delle attività del Teatro chiuso ormai da più di un anno e che dal 2003, data dell’apertura al pubblico, è ancora in attesa del certificato antincendio. Una documentazione, quella che doveva essere presentata dagli uffici tecnici per il rilascio della certificazione, richiesta innumerevoli volte da parte del Comando dei Vigili del Fuoco, senza che riuscissero a smuovere la situazione nemmeno sindaci e assessori. Amministratori che, siamo nel 2007 in era Marcucci, venivano periodicamente e ripetutamente messi al corrente della continua inottemperanza degli uffici, così come il direttore generale del Comune e la Asl, ai quali l’allora dirigente del settore cultura si rivolge non sapendo più a che santi votarsi. Ma niente si muove. Nonostante anche una delibera del 2007 che approvava il progetto per la predisposizione delle opere necessarie all’ottenimento dei certificati di prevenzione incendi di Villa Paolina, Palazzo delle Muse, Museo della Marineria, Villa Borbone e Teatro Jenco: ben 220.952,08 euro da reperire con un mutuo, dei quali 3.672 per la progettazione in capo all’ufficio lavori pubblici. Ancora nulla di fatto. Intanto gli spettacoli sul palcoscenico del teatro Jenco, dalla sua apertura continuano ad andare avanti in barba alle leggi con tutti i rischi connessi alla mancanza delle certificazioni richieste dalla normativa sia riguardo la pubblica incolumità, sia riguardo le coperture assicurative ( che in caso di danni in questa situazione possono risultare non applicabili). E vanno avanti nell’illegalità nonostante il variare nel tempo di amministrazioni di diverso colore (con la costante del solito dirigente del settore lavori pubblici Raffaelli a tirare le fila di tutta la documentazione che doveva essere predisposta appunto dagli uffici tecnici, all’indirizzo del quale si erano stati inviati numerosi solleciti scritti e verbali). Con il Comando dei Vigili del Fuoco che, siamo arrivati ormai nel 2014, non è ancora venuto in possesso della documentazione per portare a termine una pratica che aspetta da più di dieci anni di essere finalmente archiviata. Tra l’altro per legge l’esercizio di attività in carenza di tali certificazioni costituisce violazione alla normativa vigente e deve pertanto essere perseguito penalmente (qualcuno ne avrà pagato le conseguenze?). Ecco perché, arrivati ormai alle soglie del 2016, con il teatro ancora stoppinato, non ci fidiamo e restiamo guardinghi”.

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