Urbanistica, ieri il convegno promosso dal Pd di Viareggio

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VIAREGGIO – Si è tenuto ieri il convegno sull’urbanistica promosso dal Gruppo Consiliare del PD di Viareggio  (relatori l’Arch. Giovanni Maffei Cardellini e il prof. Marco Massa) al quale hanno partecipato molti cittadini, associazioni di categoria, professionisti, gruppi politici e consiliari. Assente, nonostante gli accordi presi da tempo, l’Assessore Pesci.

Gli Architetti Cardellini e Massa, e il dibattito, hanno evidenziato che Viareggio è la città del porto e del parco e dunque la pianificazione di queste due realtà, pur nel rispetto dei ruoli e delle specifiche competenze dell’Ente Parco e dell’Autorità Portuale, deve vedere il Comune protagonista e non semplice spettatore come sembra essere nella delibera proposta dall’Amministrazione.

Viareggio deve recuperare i ritardi rispetto alle altre realtà della Versilia, dovuti alle carenze nella pianificazione urbanistica (ferma al 1997), per di più vista, invece che come uno strumento di crescita sociale e economica equilibrata, come mezzo per speculazioni che hanno consumato suolo e degradato la città.

L’idea della Amministrazione Comunale di utilizzare, in deroga, la legge regionale urbanistica appena abrogata non convince. In primo luogo significherebbe fare un Piano che nascerebbe già vecchio, producendo così ulteriore ritardo rispetto a altre realtà limitrofe. Inoltre fare due procedure, prima il Regolamento per le aree urbanizzate e poi il Piano Operativo per le restanti zone, significa non avere una idea complessiva di città, del suo futuro e del suo sviluppo, che tenderebbe dunque a rinunciare a raccordarsi con i comuni versiliesi in uno spirito di copianificazione anche di area vasta: argomenti come agricoltura, sistema delle acque, sistema ambientale, il dissesto idrogeologico, la fragilità del territorio e i trasporti non sono circoscrivibili nell’ambito comunale.

 

Viareggio deve essere trasformata in una città specializzata nel tempo libero,nella cultura e nello sport, deve recuperare le periferie creando nuove centralità urbane, evitando ulteriore consumo di suolo, perimetrando rigorosamente il limite urbano e dando nuova centralità ai beni storico-culturali, al paesaggio e alle qualità ambientali.

Va rinnovato tecnologicamente e migliorato esteticamente il patrimonio edilizio, evitare l’aumento del carico urbanistico per le aree centrali, che hanno una densità superiore a tutte le altre città della Toscana, salvo Firenze. Ridurre la superificie minima degli appartamenti a 45 mq significherebbe aumentare ancora il sovraccarico urbanistico, creando così le condizioni per l’ulteriore degrado della città.

Occorre ripensare il sistema dei trasporti, integrando traffico privato e servizi pubblici, parcheggi di interscambio, mobilità pedonale e ciclabile.

Il territorio rurale deve essere profondamente riconsiderato, rifiutando la vecchia logica secondo cui sarebbe privo di valori, riconoscendo invece le sue specifiche qualità ambientali e valorizzare l’agricoltura come attività economica e produttiva, il cui mantenimento è garanzia anche per l’equilibrio ambientale e idro-geologico.

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