Verde a Villa Argentina: quanto durerà il dissesto?

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VIAREGGIO – “Viareggio ha tutti i numeri per uscire dal dissesto in tempi brevi”, va dritto al sodo e non lascia dubbi Giancarlo Verde, direttore generale della Finanza locale del Ministero degli Interni, che questa mattina ha regalato a tutti i viareggini qualcosa di più tangibile di una speranza. Il dottor Verde era relatore d’eccezione al convegno «Viareggio, dal dissesto economico al rilancio della città» in programma a Villa Argentina. A fare gli onori di casa il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro e il prefetto di Lucca Giovanna Cagliostro. Viareggio è sulla buona strada per uscire dal dissesto quindi? Pare proprio di si. «E con largo anticipo», aggiunge il sindaco Giorgio Del Ghingaro che nel suo intervento ha relazionato la situazione del Comune e si è guadagnato applausi a scena aperta da una platea attenta ed esigente. Davanti ad una sala gremita, il dottor Verde ha illustrato come e cosa provoca il dissesto degli Enti e quali sono le vie praticabili per uscirne. “Quali azioni vanno prese? – ha spiegato -. esattamente quelle poste in essere in questi 5 mesi: quindi riorganizzazione dei servizi correlati all’acquisizione delle entrate ed attivazione di ogni altro cespite e riduzione delle previsioni di spesa non finalizzata ai servizi pubblici indispensabili. Emanazione provvedimenti necessari per il risanamento economico finanziario degli enti, governance degli organismi dipendenti come le aziende speciali e le società partecipate”. Il Prefetto di Lucca Giovanna Cagliostro ha sottolineato invece l’importanza che Viareggio ha sempre avuto sia in ambito culturale che turistico: «Mi auguro – ha detto – che la città torni presto ad essere la perla del Tirreno”.

indexOspite graditissimo in sala, il sottosegretario di Stato Domenico Manzione che ha preso la parola per un saluto: “Viareggio è il ‪comune‬ più bello della ‪‎Versila‬ – ha dichiarato -. Sono venuto qua per ascoltare e per capire. Ringrazio il sindaco per l’invito e rivolgo un saluto affettuoso a tutti i Viareggini”. “Noi ce la faremo – ha aggiunto il sindaco Giorgio Del Ghingaro -. In cinque mesi abbiamo fatto chiarezza laddove di chiaro c’era sempre stato ben poco. Appena l’Osl ci comunicherà la massa passiva, andremo dal dottor Verde, e con lui concorderemo le azioni da intraprendere».  Il sindaco ha poi sottolineato l’importanza e il ruolo dei cittadini: «Due commissariamenti in tre anni hanno fatto si che la città perdesse un po’ d’appeal. Dobbiamo dimostrare che Viareggio c’è, che è forte, che la sua presenza conta – ha detto – abbiamo bisogno di tutti perché non si esce da una situazione di questo genere soltanto con l’Amministrazione. Serve fare comunità, servono orizzonti positivi, serve creatività”. “Abbiamo ben chiari i numeri di Viareggio – ha concluso -, sappiamo su cosa puntare e come valorizzarla. Con un’Amministrazione attenta e una visione d’insieme corretta, la città uscirà in breve fuori dal dissesto”.

“Questa mattina ho partecipato al convegno sul dissesto organizzato a Villa Argentina, luogo meraviglioso, ma decisamente inadeguato ad ospitare un incontro oggetto di interesse per Viareggio e la Versilia a fronte di una saletta per pochi intimi” – commenta il consigliere avvocato Massimiliano Baldini: ” Ho ascoltato con piacere ed attenzione la relazione del dottor Giancarlo Verde del Ministero dell’Interno che ha svolto un intervento concreto ed asciutto sui dati dei comuni dissestati in Italia e nelle singole regioni, distinguendo in virtu’ dell’incidenza demografica. Verde, forte di un’esperienza che proviene sin dal 1988 e cioe’ prima ancora dell’introduzione della normativa sul dissesto che regola le vicende odierne, ci ha purtroppo confermato che fisiologicamente i tempi previsti per uscire dal dissesto, cioe’ cinque anni, ci vorranno tutti ed anzi molto spesso si allungano come e’ successo a Taranto ad esempio. Dobbiamo quindi entrare nell’ordine di idee, evitando atteggiamenti propagandistici inutili e dannosi, che l’OSL ci fara’ compagnia per parecchio, ben al di la’ delle proroghe gia’ concesse che rispondono a termini, come ha detto il rappresentante del Ministero, meramente ordinatori.Del resto, e’ lo stesso Verde ad averlo confermato, per ripianare un comune dissestato c’e’ bisogno di ricostituire quella legalita’, quei procedimenti amministrativi corretti, evidentemente perduti e per i quali lo Stato si prende tutto il tempo necessario.Per questi motivi, invito tutti alla massima prudenza nel comunicare ai cittadini false ricette benevole. La strada e’ ancora lunga ed i sacrifici non mancheranno come del resto segnalano da tre anni i nostri revisori contabili, sempre puntuali e professionali nello svolgimento del loro compito. Al contrario, sul fronte delle responsabilità, credo che l’Amministrazione dovrebbe attivarsi attraverso l’istituzione di una commissione di indagine che, almeno sul piano politico (sul fronte giudiziario ci penseranno altri organi) sappia dare ai cittadini risposte circa nomi e cognomi di chi ci ha portato a questo punto, affinché non si cada nell’oblio e non si faccia di tutta un erba un fascio fra chi ha amministrato senza colpe e chi invece e’ responsabile di questa situazione”.

“Bella iniziativa e stanza stretta, troppo per un argomento così sentito come il dissesto e per un invito rivolto a tutti: amministratori, Istituzioni e cittadinanza – commentano poi Rodolfo Salemi e Alessandro Santini, di Forza Italia: “Si sentono da tempo varie valutazioni in merito al dissesto del nostro Comune, tutte rispettabili, ma spesso contraddittorie o contrastanti. Abbiamo ascoltato con attenzione i relatori di questa mattina, Sua Eccellenza il Prefetto Cagliostro ed il Direttore generale della direzione centrale della finanza locale del Ministero degli Interni Dr. Verde, ma è doveroso aggiungere alcune considerazioni in merito al passato. Il tempo passa veloce e non fa male un po’ di obiettiva cronistoria degli ultimi tumultuosi anni politici della nostra Città: correvano gli anni ’90, finiva la prima Repubblica, le ultime Giunte moderate di quel periodo del noto Pentapartito consegnavano un bilancio comunale all’allora Ds (poi PD) in accettabili condizioni, poi seguirono quattordici anni di amministrazione di sinistra che nel 2008 consegnarono agli eredi un bilancio in rosso che veniva stimato in 127 milioni di euro di debito comunale diretto e che arrivava ad oltre duecento considerando l’incredibile galassia di partecipate che in quegli anni era stata creata dal nulla. Questa era la folle situazione che il Centrodestra trovò all’insediamento. Un centrodestra che, come è nel suo stile, senza particolari proclami e piagnistei, si rimboccò le maniche per cercare di rimediare a quanto trovato, per provare ad evitare un dissesto che mai può giovare ai cittadini e non vi è certamente il bisogno di sottolinearlo a coloro che oggi lo vivono. Quando, per motivi politici e non finanziari, l’amministrazione di centrodestra finì anzitempo qualche risultato si era ottenuto: le partecipate, tema d’apertura a Villa Argentina, da 23 erano scese a 18. E senza tagliare completamente i servizi e vale la pena aggiungere che questo non lo affermiamo noi, ma lo dichiarò nero su bianco il Commissario Prefettizio dr. Domenico Mannino quando descrisse un debito di circa 75 milioni nel 2012 (fine Amministrazione Lunardini) a fronte dei precedenti 127 del 2008 (insediamento Amministrazione Lunardini). Ora, a meno di non dare del bugiardo ad un Prefetto, questi erano i numeri.
Poi, era la primavera 2013, tornò a governare la città quel PD che nei primi anni 2000 era stato artefice delle voragini. Dopo poco più di un anno quella amministrazione si dichiarò incapace di gestire la situazione e dichiarò di sua volontà il dissesto. Seguì da lì a breve un nuovo commissariamento ed oggi un nuovo Sindaco. Ma questa non è più storia e rischieremmo di non essere obiettivi”.

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