Versilia Congressi, Genik: “Credo sia opportuno mettere la parola fine a disquisizioni speculative”

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“Dopo avere ascoltato in rispettoso silenzio la congerie di imprecisazioni sulla questione ‘Versilia Congressi’, credo sia opportuno mettere la parola fine a disquisizioni speculative che nulla hanno a che vedere con le problematiche sul tappeto ma piuttosto rappresentano l’inevitabile risvolto del principio democratico per cui, ahimè, chiunque, purché eletto, può avere responsabilità di pubbliche funzioni e liberamente discorrere dei gravi risvolti”.
A rompere il silenzio, e a scendere in campo, è l’avvocato Stefano Genik, consigliere e presidente della commissione bilancio del consiglio comunale di Viareggio, che punto per punto elenca una serie di delibere e di considerazioni:
1- la delibera oggetto di prossimo ritiro in autotutela risale alla giunta lunardini e disponeva la revoca della liquidazione della società versilia congressi ;
2- la delibera, promanando dal consiglio comunale, necessitava, per produrre effetti giuridici, di attuazione da parte del sindaco, unico titolare delle quote sociali in qualità di legale rappresentante del comune di Viareggio;
3 – tale attuazione e, dunque, la revoca dello stato di liquidazione di Versilia congressi, non ha mai avuto luogo, di fatto serbando intatta la condizione giuridica della società ;
4 – questa contraddizione tra stato di fatto, derivante da una delibera che impegnava alla revoca della liquidazione, e stato di diritto, derivante dalla omessa attuazione dell’indirizzo consiliare e dunque dalla preservazione dello stato di liquidazione, ha generato l’assurdo di una società che, pur dovendo avviarsi alla estinzione, proseguiva indebitamente la propria attività ;
5 -preso atto, dunque, che la giunta non intendeva dare alcuna attuazione alla delibera di indirizzo del consiglio, quest’ultimo avrebbe dovuto trarne il logico corollario, delle due l’una : o la votazione di una mozione di sfiducia verso il sindaco lunardini per omessa attuazione di una delibera del consiglio o il ritiro del proprio provvedimento che, pur inattuato, era foriero di generare affidamenti ragionevoli su una futura attuazione;
6 -il consiglio comunale pro tempore, tuttavia, non faceva niente di tutto ciò, consentendo la prosecuzione di tale situazione di incertezza, ad onta dei creditori /fornitori che, medio tempore, intrattenevano rapporti contrattuali con versilia congressi ;
7-ed ecco il punto : l’attuale consiglio comunale, preso atto di tale situazione di diacrasia tra fatto e diritto, in disparte le problematiche di illegittimità ampiamente trattate dal ragioniere capo, fa quello che l’organo suo predecessore avrebbe dovuto fare ovvero ritira il proprio provvedimento, che, come detto, non ha ricevuto attuazione nè mai la riceverà ;
8- in questo contesto, non solo é privo di rilievo discutere di effetti ex nunc o ex tunc della delibera in prossima approvazione ma, addirittura, genera confusione tra effetti ‘diretti’ mai prodotti dalla delibera consiliare rimasta priva di seguito ed effetti ‘riflessi’ ricollegabili alla delibera quale mero ‘fatto’ non quale ‘atto giuridico’;
9 – tale distinzione non é priva di rilievo, considerato che se la delibera oggetto di ritiro non ha prodotto effetti diretti, specularmente non produrrà effetti diretti la sua rimozione ; viceversa gli effetti ‘indiretti’, per la rimozione dei quali si invoca addirittura il danno erariale, derivano dalla situazione di incertezza ricollegabile alla condotta’omissiva’ del consiglio comunale precedente, che pur consapevole dell’omessa attuazione del proprio atto, non lo ritirava, non certamente dalla condotta’ attiva’ del consiglio comunale attualmente in carica, che, piuttosto, ponendo fine a tale contraddizione, inibisce l’aggravamento di eventuali danni già prodotti.

 

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