Viareggio al bivio, si decide su dissesto e sindaco. Betti salvo?

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VIAREGGIO (di Alberto Pardini) – Il giorno fatidico è arrivato, oggi è infatti previsto il consiglio comunale dove si voterà – o meno – la delibera di dichiarazione di dissesto finanziario del comune di Viareggio, che verrà portata in aula dal sindaco Betti. Il primo cittadino oggi si presenta solo in consesso, con l’unica compagnia dell’assessore al bilancio, Lorenzo Bertoli, questo a seguito delle dimissioni – o presunte tali – chieste e ottenute da Betti a tutti gli assessori, e ai vari nominati in partecipate e fondazioni. Tutti hanno accettato e consegnato al Sindaco la propria lettera di dimissioni, tutti ad eccezione dei due esponenti di Federazione della Sinistra: l’assessore al sociale Isaeliana Lazzarini, e il consigliere della Fondazione Carnevale Gualtiero Lami, entrambi saldamente (si fa per dire visto che il Sindaco può revocarli in qualsiasi momento, ndr) fermi sui loro scranni. E’ importante sottolineare che le dimissioni sono state consegnate al primo cittadino, ma non ancora protocollate, quindi de facto gli assessori sono ancora in carica, come segnalato ieri dal consigliere di opposizione Massimiliano Baldini.

Ma le attenzioni di tutti più che sul dissesto sono sul tentativo dell’opposizione di far saltare il Sindaco. Come ricordato in un nostro precedente articolo ci sono due scenari: la mozione di sfiducia e le dimissioni in blocco. In entrambi i casi c’è una chiave, il numero 13, tanti infatti devono essere i consiglieri sottoscrittori per fare il “colpaccio”, ciò vuol dire che a SEL, Forza Italia, M5S, Viareggio tornerà bellissima e Movimento Cittadini serviranno almeno due consiglieri del Pd. La mozione di sfiducia proposta da SEL ha raccolto 11 firme: Bozzoli, Madrigali, Bertoni, Trinchese, Romagnoli, Cima, Pastechi, Santini, Paoli, Martina e Baldini, alle quali si pensava potessero aggingersi quelle di Mei e Zappelli, i due consiglieri dissidenti del Pd. Stando però ai venticelli che soffiano da via Regia sembra che il Pd abbia nuovamente dato prova della sua grande capacità di “riavvicinamento”, probabilmente con qualche garanzia di poltrone – perché di quelle alla fine si parla – nel Betti-bis. Mei, che aveva votato contro anche al Consuntivo 2013, e Zappelli, che si era detto pentito di aver salvato la giunta, saranno o meno folgorati sulla via del Palazzo Comunale?! La sensazione, e le indiscrezioni, raccontano che saranno proprio loro – con la loro non sottoscrizione a sfiducia e dimissioni – a salvare Betti. Staremo a vedere.

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