Viareggio Annozero: “Questo debito non è nostro!”

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TORRE DEL LAGO (di Alberto Pardini) – Una piccola folla di circa centocinquanta persone ha affollato ieri sera le tribune di cemento di piazza della Pace, a Torre del Lago Puccini, per rispondere all’appello del gruppo indipendente “Viareggio Annozero”, ad unire queste persone un’idea, “questo debito non è nostro” con chiaro riferimento al disavanzo delle casse comunali causato da anni di “malapolitica”, e che dovrà essere coperto dagli stessi cittadini. Quello di ieri è stato il primo incontro, un’occasione per i fondatori Giovanni Follati, Giorgio D’Agati, Marco Vatteroni e Foffo Martinelli di presentarsi pubblicamente e ribadire i concetti base di questo movimento: assoluta indipendenza da qualsiasi schieramento politico, elitario o populista che sia, ricusazione di un debito fatto dagli amministratori e non dai cittadini, e infine la necessità di formare una massa critica che possa pesare sulle scelte future della città.

“Vogliamo chiarezza sulle responsabilità e su come sono stati spesi i nostri soldi – hanno tuonato i fondatori – questo debito non ci appartiene perché non è stato speso per la città, per il benessere di tutti, e a confermarlo c’è una Viareggio che cade a pezzi, e manifestazioni-gioiello in crisi”. Spazio è stato dato a domande e considerazioni da parte dei partecipanti, che hanno avuto modo di sfogarsi e chiedere spiegazioni. Il prossimo passo sarà un altro incontro, stavolta a Viareggio, prima della grande assemblea pubblica che dovrebbe tenersi a metà ottobre. Chi volesse saperne di più, può iscriversi al gruppo facebook viareggio annozero e visitare il sito www.viareggioannozero.it

Non è ancora ben chiaro il percorso che verrà seguito, ad oggi si punta a mettere un piede davanti all’altro di modo da formare un cammino, dove porterà ancora non è dato saperlo. Manifestazioni di piazza? Denunce o ricorsi alla giustizia? Questo verrà deciso nell’assemblea di Ottobre, intanto la priorità è raccogliere adesioni dietro l’idea che “il debito non è nostro”, cosa che verrà fatta probabilmente anche attraverso una capillare raccolta firme.

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