Viareggio, arriva la dichiarazione di dissesto

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VIAREGGIO (di Alberto Pardini) – Sul palazzo comunale sventola bandiera bianca. La rottura interna alla corrente di Generazione Democratica, che ricordiamo protagonista di un’ascesa vertiginosa dall’interno del Pd locale fino all’amministrazione cittadina nel giro di appena due anni, ha prodotto la definitiva accelerata per l’approvazione della dichiarazione di dissesto economico del comune di Viareggio. L’Amministrazione cittadina, come reso noto dall’ufficio stampa del Sindaco, ha preso atto della relazione dell’Organo di Revisione economico finanziaria, accertando la sussistenza delle condizioni previste dall’art. 244 del D. Lgs. n. 267/2000, che comportano la dichiarazione di dissesto finanziario del Comune di Viareggio.

In sintesi si ufficializza quello che da mesi tutti sapevano, e che da anni i più attenti avevano previsto. A chiudere i giochi ci ha pensato la relazione dei revisori dei conti, che toglie ogni dubbio sullo stato economico finanziario del Comune di Viareggio e dell’universo, ricco di buchi neri, delle sue Partecipate di Marcucciana memoria. Niente di nuovo all’orizzonte, già, perché i revisori non hanno fatto altro che ripetere quanto già detto in occasione del parere sul bilancio consuntivo 2013, ovvero che la situazione di cassa del municipio è drammatica e che la situazione può solo peggiorare stante l’ingresso in bilancio a partire del prossimo anno delle Partecipate.

I revisori non hanno lasciato margini di manovra alla Giunta, dichiarando che la “situazione complessiva dell’Ente e di alcune delle sue partecipate gravemente compromessa e, per le ragioni espresse, tale da non poter consentire il ricorso alla procedura di riequilibrio pluriennale e quindi ritenendo sussistenti le cause e le condizioni di cui agli articoli 244 e seguenti del Tuel”, per l’appunto quelli riguardanti le procedure di dissesto. Il “partito del riequilibrio pluriennale” interno all’Amministrazione, che pretendeva di continuare a governare pur senza quelle necessarie operazioni di spending review necessarie e inserite nel programma elettorale, ha dovuto arrendersi. Una piccola rivincita per le “persone di assoluta fiducia e competenza” che si stavano adoperando in tal senso e a cui è stato dato anzitempo il foglio di via da piazza Nieri e Paolini.

Ma torniamo al dissesto. Le cause? Stando ai revisori sono molteplici e, contrariamente a quanto espresso a più riprese da molti esponenti della maggioranza – Sindaco in testa – trovano le loro radici ben prima dell’Amministrazione Lunardini, sulla quale finora si è tentato di scaricare la totale responsabilità del dissesto, ovvero in quell’Amministrazione decennale targata Marco Marcucci, personaggio che per una parte di maggioranza è diventato il Voldemort di Harry Potter: Colui-che-non-deve-essere-nominato.

A cominciare dall’inizio degli anni 2000 l’Ente, di fronte ad evidenti difficoltà, per quanto è stato possibile rilevare dalla lettura di alcuni atti, ha messo in campo comportamenti e condotte che non sono andate nell’indirizzo delle corretta, sana e buona gestione dell’Ente“, questo scrivono i revisori, facendosi forza delle pronunce specifiche di irregolarità della Sezione Regionale di Controllo della Toscana, nonché della relazione del MEF. Nella relazione, oltre ai vari disavanzi annuali – tra cui il sostanziale del 2013 pari a 53.084.824,69 euro – si segnala tra le cause della situazione attuale “la creazione di società a totale o rilevante partecipazione comunale e l’avvio di massicce operazioni di “esternalizzazione” che hanno sortito gli effetti contrari a quelli richiesti e generalmente auspicati, anche perché, a cominciare dalla metà della prima decade degli anni 2000, tali operazioni sono state messe in atto per aggirare il Patto di Stabilità…”. 

La Viareggio Patrimonio Spa (100% comune di Viareggio) è in passivo da tre anni, con una perdita di oltre 14 milioni di euro (che potrebbero salire sopra i sedici, ndr); deve inoltre al comune circa 27 milioni tra tasse e multe riscosse ma non rigirate, utilizzate per pagare i servizi a favore del comune che a loro volta hanno comportato debiti fuori bilancio per lo stesso. “Sotto il profilo contabile è molto probabile che il residuo attivo dell’Ente non possa essere incassato” è la lapidaria conclusione dei revisori. La Viareggio Porto Spa (100% comune di Viareggio) è stata messa in liquidazione, accusa una perdita di 1.396.400 euro, con patrimonio azzerato, con tutte le ripercussioni della vicenda Ferragamo. Tre anni di risultati negativi anche per la Viareggio Congressi Spa (100% comune di Viareggio), con azzeramento del capitale sociale, peraltro posta in liquidazione da tempo e non realizzata, impegnata a svolgere attività commerciale in violazione alle norme vigenti; la sua situazione rende inesigibili i quasi tre milioni di euro di credito vantati dal Comune. C’è poi GAIA (23,33% comune di Viareggio), già oggetto di interessamento della Corte dei Conti, che “vanta” quasi 10 milioni nei confronti della Viareggio Patrimonio, e quasi 8 nei confronti del Comune, accumulati tra il 2005 e il 2013.

Ma la lista non finisce qui, tra i vari nodi portati al pettine ci sono anche le anticipazioni di cassa, passate da circa 10 milioni a quasi 22 dal gennaio 2013 ad oggi, che dimostra come non affluiscano risorse sufficienti al bilancio sufficienti a fronteggiare le esigenze dell’Ente; sovrastima sistematica delle entrate di parte corrente, ritardi nell’attivazioni di procedure per pervenire alla riscossione delle Entrate correnti più importanti, ricorso eccessivo acclarato all’indebitamento, fatture non liquidate per quasi 4 milioni di euro, debiti per fatture liquidate ma ancora da pagare antecedenti al 31 dicembre 2013 (oltre 15 milioni di euro), fatture del 2013 ancora non liquidate (quasi 7 milioni) e del 2014 (circa 10 milioni, più 4 di liquidate ma non pagate). Tra le cause segnalate anche le spese per servizi al sociale “che sono in buona parte causa della crisi di liquidità delle partecipate che li hanno in gestione”.

La conclusione è spietata, ma prevedibile e prevista da molti, tranne da chi ha tergiversato per tutti questi lunghi mesi cercando di disegnare una realtà diversa ma anche attori diversi.  Non risulta possibile la formazione di una proposta di bilancio 2014 e pluriennale 2014-16 perché sussistono squilibri di carattere strutturale, di conseguenza non risulta possibile accedere alla procedura di riequilibrio. “La situazione di criticità e illiquidità da parte del Comune e delle principali società e organismi partecipati denotano gravi difficoltà, talvolta emergenziali, da non consentire una corretta gestione delle spese di funzionamento delle stesse e della cosa pubblica”. Il sipario si chiude, la pantomima finisce.

 

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