Viareggio e la Versilia non devono perdere le Rubinetterie Ponsi

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VIAREGGIO – Ieri, 19 dicembre, si è svolto un incontro fra i sindacati e la proprietà dell’azienda Rubinetterie Toscane Ponsi spa di Viareggio. Un incontro fissato per discutere del rinnovo del contratto di solidarietà e che invece ha riservato una “sorpresa di Natale”: lo storico marchio Ponsi entro il mese di febbraio 2015 sarà acquisito dalla Ercos spa di Brescia, azienda nata nel 1967 che si occupa di arredobagno, radiatori e termoriscaldamento e che opera anche a Tianjin in Cina. All’incontro con i sindacati erano presenti un membro della famiglia di imprenditori bresciani e un loro consulente. La struttura immobiliare dell’azienda viareggina resterà in mano alla finanziaria che attualmente è l’unica proprietaria della Ponsi. A metà gennaio 2015 sarà formalizzato il trasferimento dei rami societari, ai sensi dell’articolo 47 della legge 29 dicembre 1990 n. 428 e a febbraio ci sarà il passaggio definitivo.

La Fiom Cgil ha preso atto della situazione e ha chiesto di poter discutere quanto prima un piano industriale che dia segnali concreti di rilancio e di tutela dell’occupazione. “Il mantenimento della proprietà immobiliare da parte della finanziaria – ha detto il segretario della Fiom provinciale Lamberto Pocai – non deve avere come epilogo il cambio di destinazione d’uso dell’area, cambio finalizzato magari a costruire appartamenti al posto di una delle ultime realtà industriali di Viareggio. Per questo la Fiom vigilerà su questa operazione e chiederà a chi attualmente è alla guida dell’istituzione comunale di fare altrettanto, in particolare proprio sulle eventuali richieste di trasformazione di quell’area”.

L’azienda bresciana, durante l’incontro, ha garantito l’intenzione di proseguire l’attività d’impresa e la volontà di espandersi in un mercato di qualità tramite l’acquisizione di un marchio prestigioso come Ponsi. Ma resta la preoccupazione di fondo, del sindacato e dei lavoratori, in merito alla possibilità che il gruppo acquirente si è data, di trovare nel giro di un anno un’altra sede idonea sul territorio versiliese. Ancora peggio sarebbe se la produzione venisse spostata in Lombardia.

Ciò significherebbe disperdere un pezzo di storia industriale del nostro territorio, se consideriamo che la nascita dell’azienda risale all’ormai lontano 1935. Ma anche se lo spostamento avvenisse nell’ambito del comprensorio versiliese non mancherebbero le perplessità. La rinomata cromatura dei prodotti Ponsi, ad esempio, avviene mediante un ciclo di produzione installato appositamente in base alle caratteristiche del sito industriale viareggino e che non può essere spostato, fatto salvo il piano di investimenti a carico della futura proprietà.

Per i sessanta lavoratori della Ponsi, il contratto di solidarietà scadrà il 12 gennaio prossimo. Secondo il percorso individuato, seguirà un periodo di cassa integrazione ordinaria alternata alle ferie e poi la cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione aziendale. La Fiom Cgil ha ribadito che gli ammortizzatori sociali devono essere utilizzati a sostegno di un piano industriale di continuità d’impresa e di occupazione, non certo per trasferire la produzione a Brescia.

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