“Viareggio ha molti problemi: quello centrale è la vendita dei beni pubblici”

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VIAREGGIO – ” Sugli organi di informazione si fa un gran parlare riguardo le questioni sicurezza ed immigrazioni, sicuramente temi necessari ed importanti, anche se molte forze politiche -non necessariamente di destra- cavalcano l’onda del momento, alimentano il fuoco e prospettano soluzioni strumentali se non addirittura ridicole. Comunque… Viareggio ha molti problemi, ma uno fondamentale e centrale è la vendita dei beni pubblici (Principino, Palazzetto, Porto, Piscina…)”.

Ad affermarlo è l’avvocato Filippo Antonini, ex candidato a sindaco di Repubblica Viareggina:

“Parlo di vendita, perché la svendita è solo un’aggravante, dovuta all’incapacità dell’Amministrazione e alle logiche speculative dei tanto amati imprenditori privati che giocano al ribasso nelle aste pubbliche. Più che legittimo dal loro punto di vista, ma è sempre bene aver chiaro con chi si ha a che fare: non con filantropi disinteressati. Di fronte a questa situazione la politica che fa? Niente, perché niente può fare! Infatti la “sinistra” cosiddetta tradizionale (PD, Mdp…) sta zitta, perché in gran parte ne è responsabile. La destra ama il privato e tutto quello che ne comporta, pertanto entrerebbe in contraddizione con se stessa. L’Amministrazione Comunale -invece- guarda inebetita, un po’ per incapacità e un po’ per convenienza, ed ogni tanto inoltra dei ricorsi al Tribunale Fallimentare riguardo l’inalienabilità di certi beni, ma poca cosa. Guarda caso le società che dovevano fallire non sono fallite e viceversa sì.

Nonostante il silenzio della politica il tema è purtroppo centrale e ha ripercussioni economiche non da poco; perché un Comune che perde pezzi diminuisce -inevitabilmente- la propria capacità e forza economica. Inoltre è devastante per la collettività, in particolare per le fasce più deboli e non solo, che già oberate da mense scolastiche, pre-scuola a pagamento, servizi assenti o diminuiti (vedasi I care) e immobili pubblici sfitti, vede strapparsi anche i beni pubblici che sono la ricchezza della collettività stessa.

Infatti, ciò cosa comporta in soldoni, che mentre la parte più ricca dei cittadini accumula patrimonio, la parte più povera ne viene spossessata perché diminuisce il patrimonio comune, e questo spesso a vantaggio dei primi che possono acquisire beni, una volta pubblici, a prezzi non di mercato ma al ribasso.

Privatizzare beni comuni, inoltre, significa sottrarre ai cittadini un ampio terreno di partecipazione politica, di esercizio della disciplina democratica, per trasferirlo pari pari alla discrezione della grande impresa. Tale e quale è quello che sta succedendo a Viareggio ed è il problema principale della città, se poi si vuol far finta di niente…”

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