“Viareggio non può permettersi di perdere anche la Coppa Carnevale”

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VIAREGGIO – “Viareggio non può permettersi di perdere anche la Coppa Carnevale”. Prende posizione con forza Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Viareggio, che prende spunto dalle considerazioni del presidente del CGC Palagi per lanciare un appello al commissario prefettizio Romeo. La Coppa Carnevale è uno dei tornei giovanili di calcio più importanti a livello internazionale ed è una vetrina importantissima per la città di Viareggio. E’ ormai un appuntamento consolidato che ha visto transitare tanti giovani calciatori poi divenuti protagonisti anche nei campionati più prestigiosi.

Per 3 settimane la nostra città diventa capitale del calcio giovanile, con centinaia di persone coinvolte: squadre, famiglie, osservatori e semplici appassionati che per 20 giorni fanno base a Viareggio, con evidente impatto straordinario per l’economia cittadina nel suo complesso.

L’allarme lanciato da Palagi, che giustamente non vuol far gravare le società partecipanti della tassa di soggiorno per risiedere nelle strutture ricettive, deve essere il punto di partenza per ripensare quanto prima la formula di questa imposta, che già tante polemiche ha suscitato negli ultimi 2 anni”.

Per questo motivo –continua Bertolani- invitiamo il commissario prefettizio a convocare subito le categorie economiche per un confronto sulla tassa di soggiorno. Siamo consapevoli che il TUEL impone la misura massima per quanto riguarda la tassazione locale, perciò è opportuno riprendere in esame l’intero sistema di questo tributo e non solo per quello che riguarda la determinazione delle tariffe.

A maggior ragione perché tanti comune vicini al nostro non hanno introdotto la tassa di soggiorno e quindi è reale il pericolo che molti –e non solo i partecipanti della Coppa Carnevale ma anche i turisti dei prossimi anni- scelgano di soggiornare altrove.

Chiude il presidente di Confcommercio: “L’esigenza del dissestato comune di Viareggio di fare cassa è nota ma per non mettere in ginocchio le imprese e dare il colpo di grazia ad un settore trainante del turismo è necessaria una riflessione più ampia.

Anche perché, continuando su questa strada, saranno molte altre le aziende a dover chiudere l’attività e quindi sarà impossibile provare a ripianare questo deficit”.

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