Viareggio Porto, la verità di Romeo

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Respinge al mittente ogni “accusa” il Commissario Prefettizio Valerio Massimo Romeo. Gli interventi sulla stampa, in questi giorni, da parte di ex amministratori pubblici e candidati a sindaco, si  sono moltiplicati e a Romeo sono risultati “inopportuni”. Escludendo, tra questi ultimi, Luca Poletti e Massimiliano Baldini che, come ribadito dal Commissario, hanno chiesto un incontro conoscitivo con il liquidatore Eduardo Falzone per poi prendere posizione. “La vicenda della Viareggio Porto srl è stata da noi gestita al meglio – ha spiegato Romeo -, per evitare il fallimento l’unica via è che un compratore si presenti con 4 milioni e mezzo di euro”. A questo proposito è in corso una trattativa privata con un potenziale acquirente intenzionato a presentare un progetto, a conditio sine qua non che continui l’ “operazione di pulizia del Porto”. Tutti e tre i tentivi di mediazione con Stefano Dinelli – il creditore, in qualità di rappresentante della Dinelli Costruzioni srl, per la somma di 136mila euro, che ha fatto istanza di fallimento -, perchè ritiri la procedura, sono andati a vuoto. La decisione, a questo punto, è nelle mani del giudice fallimentare di Lucca, e il “responso” lo si saprà all’udienza del 21 aprile prossimo. Unica strada percorribile il rinvio di un mese.  Se qualche candidato a sindaco vuole dare suggerimenti, che non siano parole al vento, le porte del Commissario, fa sapere Romeo, sono aperte. La cosa incredibile è che una società nata per produrre ricchezza in realtà abbia prodotto debiti, e che i posti barca assegnati, prima dell’arrivo di Romeo, non siano mai stati registrati e nessuno sappia a chi appartengano gli approdi. “Sono stato il primo a scoprire le irregolarità – ha tuonato il Commissario Prefettizio -, aprendo pentole che non dovevo e questa cosa, probabilmente, ha dato noia a qualcuno. Io non sono qua per far finta di non vedere le illegalità”. Ma come si è potuti arrivare a un “buco” di oltre 4 milioni? Quello che è emerso dalle parole di Romeo è una gestione pluriennale della Viareggio Porto del tutto arbitraria e discrezionale. Cosa, questa, già evidenziata dal precedente liquidatore, Arabella Ventura: “perseveranza da parte degli amministratori a utilizzare la società come veicolo per sviluppare progetti dispendiosi, come il cantiere del parco della musica di Torre del Lago sulle rive del Massaciuccoli, o la scuola nautica da diporto del Collegio Colombo, a fronte di rendimenti risibili”. Un’attività portuale anomala, insomma, poco razionale, dove sono state tralasciate necessità impellenti come la messa in sicurezza dei pontili e il perfezionamento del sistema anti incendio. Sulla gestione del Porto, va ricordato, pesa anche l’inchiesta della Procura di Lucca, che ha visto, lo scorso dicembre, indagare l’ingegner Alessandro Volpe, presidente della Viareggio Porto spa dal 2008 al 2013, con l’accusa di peculato ed abuso d’ufficio.

 

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