Viareggio Porto, Santini a Poletti: “Inutile raccogliere le firme”

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VIAREGGIO – “Inutile raccogliere firme dei candidati per tentare qualcosa che non servirebbe a niente”. Dopo Massimiliano Baldini ( leggi anche: Viareggio Porto, Baldini risponde a Poletti: “Apriamo un dialogo” ) anche il candidato sindaco di Forza Italia Alessandro Santini risponde all’appello( leggi anche: Viareggio Porto, Luca Poletti a tutti i candidati: “Appello per far ritirare l’istanza di fallimento”)   di Luca Poletti:

“Inaccettabile aver ridotto il porto in questa situazione, l’autore o l’autrice rischiano realmente la denuncia per Danno Erariale.
Perché non hanno fatto opposizione all’istanza presentata seppur giustamente da Stefano Dinelli?
Tutto questo disastro era evitabile.
Ingiusto mettere Dinelli alla gogna per aver chiesto ciò che gli spetta, ingiusto il suo linciaggio pubblico nonostante abbia fatto un buon lavoro e chieda di essere pagato.
Non possiamo però oggi permetterci di perdere la Viareggio Porto, non possiamo permetterci il fallimento di una società che assolutamente non ha le caratteristiche per fallire avendo incassi certi per un milione e 200 mila euro dovuti ai posti barca.
Mi si facciano vedere i bilanci fino al 2014, dimostrano che la Viareggio Porto merita il fallimento? Assolutamente NO!
Chi ha causato tutto ciò, sa cosa comporterà?
Se la società fallisce nessuno dei creditori verrà più ripagato e le banche di sicuro non sperano in questo.
Inutile oggi qualsiasi appello a Stefano Dinelli che oramai, con un Concordato di mezzo, non può più essere lui a scegliere, ma l’appello va fatto anche a tutti i restanti creditori.
Dobbiamo convincere tutti e non solo per la parte di Stefano Dinelli.
Lo sanno, chi fa oggi inutili proposte, cosa accadrà se la Viareggio Porto fallisce?
Si creerà un reale problema sociale e di ordine pubblico: trattandosi di una concessione di “facile rimozione”, alla Madonnina tutto dovrà essere ripristinato come era prima, quindi dovrà essere smantellato e liberato tutto e le barche dovranno andarsene tutte.
Cosa accadrà quindi a chi ha già pagato con assegni per un totale di 400 mila euro, quegli stessi assegni tenuti in cassaforte?
Ma la società e’ sana e non può fallire, lo si deve impedire.
Se Ferragamo a suo tempo valuto’ in 10 milioni di euro l’operazione da fare, oggi non si può sostenere che non valga più niente.
La Città non può perdere una società importante che è “in utile” e le banche non hanno assolutamente interesse al fallimento.
Mi dite allora chi vuole tutto questo sfacelo ? Chi vorrà guadagnare dalla gestione di queste macerie fumanti? Chi ci guadagnerà dal ricreare il nuovo porto dopo che qualcuno ne ha pianificato il fallimento ?

Oggi ho personalmente parlato con Stefano Dinelli e con il suo Avvocato Carlo Andrea Gemignani.
Ho avuto modo di conoscere la situazione comprendendo che serve assolutamente un’azione forte da parte del Commissario Prefettizio Romeo. Non possiamo aspettare l’elezione del Sindaco dal momento che il tribunale dichiarerà il fallimento entro il 20 aprile.
Sia Stefano Dinelli che l’ Avv. Carlo Andrea Gemignani, si sono dimostrati assolutamente disponibili e attenti nell’ascoltare le mie proposte finalizzate al raggiungimento di un epilogo positivo alla vicenda.
Alla luce di quanto sopra faccio un appello all’amministrazione locale nella persona del Commissario Prefettizio Romeo, affinché entro la giornata del 20 aprile si adoperi con ogni mezzo o a cercare la somma dovuta o a presentare, altrimenti, un credibile piano di rateazione del debito al curatore fallimentare ed ai creditori.
Alternativamente che si impegni attivamente nel cercare un soggetto terzo (Assuntore) che si faccia garante del credito.
Solamente queste sono le scelte, ad oggi, che si possono percorrere. Tutte le altre strade rappresenterebbero una vera e propria perdita di tempo poiché, in primo luogo, inutili e in seconda battuta comprometterebbero inesorabilmente la situazione patrimoniale del porto che potrebbe venir privato di alcuni cespiti pignorabili impedendone, così, il funzionamento ai danni della collettività.
Voglio inoltre sapere che fine faranno i dipendenti della Viareggio Porto.
Si dia da subito garanzia di salvezza anche per chi lavorando onestamente non ha colpa della distruzione di questa società sana”.

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