Viva Viareggio Viva: “Il Commissario? C’è chi dice si, c’è chi dice no”

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VIAREGGIO – La lista civica Viva Viareggio Viva continua il suo percorso di riflessione sul futuro della città, e osservando gli atti e le dichiarazioni del commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo, ed avendo partecipato all’amministrazione precedente,  espone alcune osservazioni:

“Un commissario prefettizio può fare delibere e farle attuare con grande tempestività, visto che le sue deliberazioni non sono sottoposte a consiglieri cavillosi della stessa maggioranza, per cui la formulazione non va mai bene e bisogna ritornarci sopra, ad altri consiglieri della stessa maggioranza che minacciano (un giorno sì e uno no), di non votare quel provvedimento perché non sono del tutto convinti. La stessa delibera, finalmente pronta,  non dovrà poi passare da una commissione comunale dove è presente anche l’opposizione, né ancor più, dal Consiglio comunale, dove l’opposizione cercherà in ogni modo di far mancare il numero legale, persino quando il provvedimento è sacrosanto ( vedi tariffa Tasi), adducendo sempre motivi procedurali. A sua volta nella maggioranza, i mal di pancia individuali avranno sempre il sopravvento sulla decisione collettiva, sulle cose urgenti, sull’azione amministrativa  – spiegano  in una nota -: “Che forze di sinistra, almeno così dichiarate, plaudano al commissariamento di un comune  a neppure due anni da un altro commissariamento, in nome dell’efficienza, ma non della democrazia, ci sorprende, ci stupisce, ci pare estremamente contraddittorio, senza nulla togliere alla persona, comunque mandata dal prefetto e non eletta dai cittadini. Un commissario prefettizio può fare anche il bene di una città, come una persona qualunque di provata capacità che non abbia da confrontarsi con nessuno: sceglie, decide, mette in pratica, magari trovando nella sua strada anche maggiore collaborazione da parte dei funzionari o degli uffici. ( esempio: è il bene della città bloccare i lavori del ponte girante, dividendo in due il territorio, creando infinite code con tamponamenti quotidiani sulla via di scorrimento, mettendo in ginocchio tutto il settore commerciale già abbastanza in crisi, perché bisogna accertarsi che ci sia un certificato? Celebre canzone: “c’è chi dice sì e c’è chi dice no”. Chi dice “no” ritiene che non si sia dato il via a lavori così importanti con tanta leggerezza).  Il commissario prefettizio, pur avendo detto pubblicamente “ il mio ufficio è sempre aperto”, non ci pare abbia questa propensione al confronto, visto che non ha ancora ricevuto – e ciò è perfettamente legittimo – né gli ex- assessori che hanno protocollato richieste di incontro, né altri cittadini che a vario titolo, si sono rivolti a lui. Non è obbligato a farlo, ripetiamo, ma è ovvio che si tratta di un’amministrazione ‘in solitaria’. Analizzando le vicende politiche-amministrative degli ultimi anni si desume quindi che a Viareggio solo i commissari risultano capaci di governare e sono  ben accolti dall’opinione pubblica. Questo ci fa vacillare sull’anima democratica dei viareggini e/o sulle loro capacità di amministrarsi, anche senza entrare nel merito delle ben note vicende economiche. Pensando al futuro ci pare dunque che le ‘opzioni’ possibili siano tre: 1. chiedere, come qualcuno sta già facendo, un commissariamento ‘ a vita’, come se fossimo un comune in ‘odore’ di mafia;  chiedere che qualche comune limitrofo, più oculato, e meno masochista, inglobi anche il comune di Viareggio;  sperare che il popolo viareggino faccia per il futuro un esame di coscienza, scelga  in maniera attenta i suoi futuri rappresentanti, magari recandosi alle urne in maniera massiccia, e una volta eletto un sindaco e un Consiglio comunale, lo faccia governare, per i tempi di legge, seguendo le regole della sfibrante e faticosa democrazia. Dei controllori ci sarebbero comunque: i ‘saggi’ del dissesto, appena arrivati, pronti a vigilare sulle casse comunali”.

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