Voleva solo figlie femmine: Monicelli maschilista, o amico delle donne?

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VIAREGGIO – Qual è il vero Monicelli? Quello di “Amici miei”, autentico manifesto del maschilismo dei più virulenti, in salsa toscana, o il regista di “Speriamo che sia femmina”, acclamato film del 1986 che inneggia a una sorta di matriarcato, con le donne insediate saldamente al comando? Ne parlano giovedì 28 alle 16 al Palace critici e studiosi di cinema, in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita del regista che, come è noto, “voleva solo figlie femmine”, e infatti ne ebbe tre: Martina, Ottavia e Rosa.

“Si potrebbe pensare – spiega Umberto Guidi, che condurrà la tavola rotonda – che Monicelli abbia avuto un’evoluzione, passando da un’iniziale misoginia a un atteggiamento più vicino al mondo della donna. In realtà le cose sono più complicate, tanto è vero che già nel 1974, prima di ‘Amici miei’ dunque, Monicelli diresse ‘Romanzo popolare’, un film attento alla questione femminile, sia per quanto riguarda l’ambito del lavoro che il comportamento sessuale”.

E proprio “Romanzo popolare” sarà il film proposto giovedì sera alle 21 al cinema Eden, a ingresso libero fino a esaurimento posti, per concludere la giornata dedicata da Viareggio a Mario Monicelli. L’iniziativa è realizzata dall’associazione culturale PromoCinema, con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Lucca e il patrocinio del Comune di Viareggio.

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