Volo mortale dal settimo piano: ciao Matteo

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Ciao Matteo. Occhi azzurri, meno di trent’anni, il figlio di Lucio Chelotti, commissario dell’Anticrimine del Commissariato di Polizia di Viareggio, è  morto ieri a Milano, precipitato dal settimo piano mentre stava aggiustando l’antenna sul terrazzo del palazzo dove viveva da quando aveva iniziato a lavorare in un noto albergo del capoluogo lombardo come addetto alla security per la Skp Investigazioni & Servizi di Sicurezza. Una tragedia, inaspettata, una vita spezzata, con tutti i suoi sogni, che ha sconvolto chiunque. Colleghi poliziotti, amici, e la stampa.

Lucio e Matteo Chelotti

Un bravo ragazzo, Matteo Chelotti, nato e cresciuto a Massa, del quale il padre Lucio, la mamma Lucia, la sorella Francesca e la fidanzata Cristina, erano orgogliosi. Un giovane sano, che il destino, crudele, ha tolto agli affetti dei suoi cari in una mattina di inizio autunno.

A trovare sul marciapiede il corpo senza vita sono stati, ieri mattina, i Carabinieri di Milano che hanno condotto le indagini: “Il segno della scivolata dal terrazzo dove stava lavorando all’antenna, difettosa, è netto –  ha fatto sapere il padre Lucio Chelotti da Milano, dove ieri si è precipitato appena avuta la notizia della tragedia. Fugato, quindi, ogni dubbio di suicidio”. Nessuna autopsia è stata disposta dagli inquirenti milanesi. Rimane il lutto, difficile da superare, e una terribile tragedia che ha lasciato sotto chock un’intera famiglia, e chi conosce Lucio come poliziotto, come padre e come uomo.

MATTEO CHELOTTI“Voi di città non potete capire il mare – questo il post scritto su Facebook dai colleghi di Matteo Chelotti ( Luca, Francesco, Ibra, Abu, Bouba, Adam, Cristian e Marco) -: “Io amavo il mare, i miei occhi erano azzurri come il mare e d’estate lavoravo guardandolo ogni giorno. E proprio un giorno d’estate il vento del destino spinse la barca dell’amore nel porto del mio cuore. Lasciai tutto per seguirla in città. Avevo una laurea in tasca, la possibilità di un lavoro e le promesse della grande metropoli. Il lavoro lo imparai velocemente, certo non era il mio sogno, ma riuscivo a vivere e a comprare sempre un regalo per il mio amore, una cena romantica, un anello, un gatto. Ma mi mancava il mare, gli amici. Qui in città era tutto diverso, freddo, e i miei occhi diventavano grigi come il cielo. Così appena potevo prendevo un giorno di ferie, lo legavo al riposo e salivo sul primo treno per correre a casa un weekend. Tornavo ritemprato, felice e gli occhi colorati di Tirreno. Una mattina tornai a casa dopo il turno di notte, il mio amore era via per lavoro e io non riuscivo a dormire, così mi misi a sistemare delle cose sul balcone. Sarà stata la stanchezza, sarà stata la voglia di lei, sarà stata la voglia di casa ma quando guardai giù mi parve di scorgere il blu del mio mare, fu un attimo, l’antenna si spezzò e mi trasformai in un angelo che vola nell’eternità.  Ora nuoto per sempre nel mare della gioia di Dio”.

Le parole non servono, solo un abbraccio, grande, il mio a Lucio Chelotti, “sbirro” di immensa professionalità e umanità, che chi scrive conosce da quasi 40 anni. Per questa tragedia immane, innaturale, ingiusta e per la quale non ci sono spiegazioni umane, le condoglianze a tutta la famiglia da parte di tutta la redazione di TGregione e dal suo editore. Lucio, da mamma, e amica, ti sono vicina in questo che, per un genitore, è il dolore più grande.

La salma di Matteo farà ritorno a Massa, sua città natale, nelle prossime ore. La data del funerale, ancora, non è stata fissata.

Ciao Matteo, che la terra ti sia lieve e che il blu del mare, lo stesso dei tuoi occhi, ti possa accogliere e cullare.

4 comments

  1. mario girolami 5 ottobre, 2014 at 16:54

    Per tutti noi, che abbiamo avuto il piacere di conoscere Matteo e la grande persona onesta che è suo padre Lucio, come uomo, come Poliziotto e come amico , questa tragedia “ingiusta ed inaccettabile”, ci segnerà per sempre . mario girolami

      • Redazione Web 5 ottobre, 2014 at 17:47

        Conosco Lucio Dante Chelotti da quando avevo 17 anni, ed ero ancora studentessa liceale. L’ho ritrovato da “grande”, facendo io la giornalista di cronaca nera e lui il poliziotto. Uno “sbirro” le cui qualità sono la professionalità e la immmensa umanità. Questa tragedia tocca tutti, anche chi, come me, questa mattina l’ha dovuta suo malgrado scrivere in questo articolo.

  2. Stefano Fedele 6 ottobre, 2014 at 07:04

    Coloro che ci hanno lasciati non sono degli assenti, sono solo degli invisibili: tengono i loro occhi pieni di gloria puntati nei nostri pieni di lacrime (Sant’Agostino).
    Non ci sono parole per alleviare il dolore di due genitori che sopravvivono ai propri figli. I Carabinieri si stringono così silenziosamente intorno al collega Lucio Chelotti, in un abbraccio fraterno e commosso.
    Col. Stefano Fedele, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Lucca.

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