Zsunami sul Pucciniano, Colombini chiede 3 milioni di euro di danni

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TORRE DEL LAGO -Il “Puccini e la sua Lucca Festival” stringe i tempi per fare causa al “Festival Puccini” di Torre del Lago: i legali di Colombini pensano ad un procedimento d’urgenza e alla richiesta di sequestro conservativo dei beni del Pucciniano. Rivalutata la cifra da chiedere a titolo di risarcimento danni: 3 milioni di euro.

Il Puccini e la sua Lucca Festival marcia verso una decisa diminuzione delle tempistiche per intentare la causa di risarcimento danni nei confronti del Festival Puccini di Torre del Lago. L’annuncio è stato dato questa mattina dal Presidente e Direttore artistico del Festival lucchese, il maestro Andrea Colombini: dopo il passaggio in giudicato della sentenza di assoluzione in ordine alla presunta usurpazione di marchi del Pucciniano, anche alla luce dell’assetto in divenire del festival di Torre del Lago, è necessario accelerare il passo.

“Nei giorni scorsi – osserva Colombini – i miei legali avevano formulato, in via del tutto prudenziale, una prima richiesta di risarcimento per il danno subito dal mio Festival e dal sottoscritto per 8 lunghi anni, parlando in prima ipotesi di una cifra intorno al milione e mezzo di euro. Oggi invece, alla luce di un’analisi compiuta con maggior tempo e con dovizia di particolari, è emerso che il danno (patrimoniale, di immagine, morale ed esistenziale) da noi patito non può che quantificarsi in una cifra raddoppiata: chiederemo 3 milioni di euro al Pucciniano. Vista l’attuale situazione di quel Festival, attraversato da imminenti cambi in vista alla dirigenza, ci corre l’obbligo di accelerare le operazioni. Il pericolo, concreto, è infatti quello di veder diminuita nel tempo la garanzia rappresentata dal patrimonio del debitore, nelle more della riapertura del Tribunale (che rientra nel pieno delle sue funzioni solo dal 15 settembre): in questo senso, i nostri legali avanzeranno istanza di sequestro conservativo dei beni del Festival Puccini di Torre del Lago”.

La “sospensione feriale” delle attività del Tribunale, infatti, non vale per una serie di procedimenti, tra cui quelli cautelari. In questo senso i legali di Colombini non escludono nemmeno la possibilità di un ricorso al procedimento cautelare d’urgenza previsto ex art 700 del codice di procedura civile.

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