Ad Altopascio approvato il regolamento che introduce misure di prevenzione alle ludopatie. E’ la prima volta che viene varato un fondo comunale ad hoc

Gioco d’azzardo patologico: per la prima volta viene varato un fondo comunale dedicato alla prevenzione, al contrasto e all’individuazione di incentivi. Lo fa il Comune di Altopascio con la votazione di ieri sera (venerdì 30) in consiglio comunale, quando è stato approvato il regolamento che disciplina l’esercizio del gioco lecito e introduce misure di prevenzione e contrasto delle dipendenze da gioco d’azzardo patologico.
Secondo le rilevazioni dell’inchiesta giornalistica “L’Italia delle Slot”, ad Altopascio, su una popolazione residente di circa 15000 abitanti, sono installati 163 apparecchi da gioco; il reddito dei cittadini per l’anno 2016 è risultato pari a 16.803 euro pro-capite, mentre l’importo medio della giocata ammonta a 1.619 euro pro-capite. “Numeri allarmanti che suggeriscono anche un’ulteriore riflessione: spesso, ad essere dipendenti dal gioco, sono proprio le categorie sociali più deboli e fragili da un punto di vista economico – spiegano l’assessore al sociale, Ilaria Sorini e il consigliere comunale, Fabio Coppolella – Proprio per questo motivo abbiamo deciso di mettere a disposizione contributi economici al fine di contrastare, ridurre e prevenire il rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico e delle problematiche e patologie correlate. Abbiamo deciso di istituire un fondo dedicato, con risorse economiche dedicate e certe per contrastare la diffusione delle apparecchiature tipo slot machine o videolottery negli esercizi commerciali presenti sul territorio comunale, prevedere incentivi mirati e promuovere la cultura di un gioco positivo: è la prima volta che in un regolamento viene previsto un fondo simile. Il prossimo passo è entrare nello specifico del fondo attraverso una delibera di giunta”.
Oltre al fondo, il regolamento prevede il divieto di apertura di nuove sale da gioco, a distanza inferiore a 500 metri dai luoghi sensibili specificamente individuati, come scuole, parchi pubblici e luoghi di aggregazione dei giovani, stazione ferroviaria e caserme. È inoltre previsto di riconoscere agli esercizi che ne faranno richiesta l’uso del logo “No Slot”.