Entra sfondando la porta e violenta la ex compagna

Ha inizio sei mesi fa la storia di una donna di Livorno, 43 anni, madre. Non ha un impiego fisso, i figli sono nati da una precedente relazione. Anche lui è livornese, 47 anni.

I due iniziano a frequentarsi e subito lei capisce che qualcosa non va, lui è geloso, troppo geloso. Ossessivo. Possessivo. Prevaricante. Le controlla il telefono in continuazione, le fa le poste sul posto di lavoro, per controllare che sia dove dice di essere, e con chi. Così facendo la spinge lontano da sé, e più lei si allontana, più cerca di difendersi, più lui si fa insistente e minaccioso, fino a diventare una persecuzione. Lei lo lascia.

Seguono micacce. Al telefono. Per strada. Poi fisiche. Dopo si rivolge alle forze dell’ordine, appellandosi alla normativa contro il reato di stalking. Il questore Lorenzo Suraci emette un ammonimento nei confronti dell’uomo.
Lui compagno, reagisce nel peggiore dei modi. Entra in casa sfondando la porta d’ingresso e la violenta.

Lei però non si arrende, di nuovo e reagisce, ancora. Venerdì 23 racconta questa storia alla polizia, che raccoglie la sua denuncia e avvia le attività di indagine.
Una settimana dopo, in un bar del quartiere San Marco scatta l’arresto ad opera della seconda sezione della squadra mobile, al comando della dirigente Valentina Crispi.

L’uomo è ritenuto «responsabile dei reati di atti persecutori, lesioni, minaccia e violenza sessuale aggravata in danno della ex compagna».

Adesso è trattenuto nel carcere delle Sughere, in attesa del processo.