Salviamo il pianeta: la guerra alla plastica parte da Marciana Marina

Il Comune dell’Elba è tra i primi in Toscana che dal 2019 bandirà alcuni prodotti monouso come piatti, bicchieri, posate, cannucce, bastoncini cotonati, sacchetti, sia in occasione di sagre e manifestazioni pubbliche, sia per la rivendita e il trasporto di prodotti alimentari, bevande e altri prodotti commerciali o artigianali.

Per un pianeta plastic free che tiene in considerazione l’allarme mondiale secondo cui il 70% dei rifiuti marini è rappresentato proprio dalla plastica, di cui il parlamento europeo vieta totalmente il consumo entro il 2021.

“Marciana Marina che dal mare e dalla terra trae da secoli cultura, tradizioni e ricchezza – ha dichiarato il sindaco Gabriella Allori – non può rimanere indifferente di fronte a un pericolo incombente dovuto al degrado ambientale provocato dall’uso sconsiderato di materiali che non sono biodegradabili e che rischiano di mettere in crisi l’intero ecosistema delle Isole, territori ancora più fragili rispetto a quelli continentali. La “rivoluzione plastic free” è ormai iniziata e dobbiamo scendere tutti in campo”.

L’ordinanza firmata dalla sindaca Gabriella Allori e pubblicata all’albo pretorio il 3 dicembre si pone l’obiettivo di minimizzare i rifiuti, incrementare la raccolta differenziata e ridurre al minimo l’impatto ambientale.

Nell’ordinanza si legge che l’amministrazione intende diminuire la percentuale di rifiuti dannosi per l’ambiente, a favore di utensili riutilizzabili. Diminuire il ricorso a materie prime non rinnovabili (petroli) favorendo l’utilizzo di materie prime rinnovabili quali le ‘“bioplastiche”.  Salvaguardare l’ecosistema, questo è l’obiettivo primario.  Sensibilizzare al massimo la comunità verso questo problema enorme che dobbiamo affrontare con serietà e determinazione.

“La decisione dell’amministrazione di Marciana Marina – spiega l’assessore all’Ambiente Donatella Martorella – è coerente con le posizioni dell’Anci. Rispettare la bellezza del nostro territorio evitando di usare prodotti che non siano biodegradabili è un dovere per i cittadini e per coloro che vengono a condividere con gli elbani questo patrimonio inestimabile.”