La procura ha nominato un consulente nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto ‘cubo nero’, la costruzione comparsa in area Unesco al posto dell’ex Teatro Comunale, causa di polemiche per l’impatto sulla città. Sarà un architetto a valutare la correttezza delle procedure nella realizzazione dell’opera.
Nell’inchiesta sono indagate 15 persone, tra cui l’ex soprintendente per le Belle arti e il paesaggio Andrea Pessina, la responsabile del procedimento Francesca Fabiani, i vertici dell’Ufficio urbanistica e dell’Ufficio edilizia privata di Palazzo Vecchio, i componenti della commissione paesaggistica del Comune, tre architetti e Marco Sangiorgio, ex direttore generale di Cassa depositi e prestiti ai tempi della vendita dell’ex Teatro Comunale.
Le ipotesi di reato, a vario titolo ipotizzate sono: falso ideologico, abuso edilizio e violazione del codice dei beni culturali e del paesaggio.
L’opera si svelò alla città nell’estate 2025, quando furono smontati i ponteggi. Poi il battage mediatico sulla estetica della struttura – tre torri di circa 30 metri, due delle quali sovrastate da cubi bianco neri, destinate a ospitare 156 appartamenti di lusso – che alterava lo skyline di Firenze ha contribuito all’apertura di un fascicolo esplorativo.
I documenti acquisiti sono passati al vaglio degli investigatori e si è arrivati alla iscrizione di 15 persone sul registro degli indagati.
Nelle scorse settimane la procura ha nominato il consulente, che alla luce dei documenti e delle ricostruzioni proposte da alcuni indagati interrogati dalla procuratrice aggiunta Marilù Gattelli, dovrà fare le proprie valutazioni tecniche.



