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Cubo nero Firenze, scontro su responsabilità e sopralluoghi

Sul cubo nero – l’edificio nato al posto del teatro comunale a Firenze e sui cui è in corso un’inchiesta – emergono nuovi sviluppi, forniti dall’assessora comunale all’urbanistica Caterina Biti. Al centro della vicenda ci sono i sopralluoghi effettuati nei mesi scorsi per decidere materiali e colori, quelli che hanno portato alla scelta del nero, finito al centro dell’attenzione internazionale. “Noi non siamo stati chiamati in passato fino allo scorso febbraio, perché i sopralluoghi sono compito della soprintendenza e degli operatori privati”, ha dichiarato Biti in Consiglio comunale, lasciando intendere come la responsabilità sia da attribuire alla soprintendenza.

L’assessora ha ricordato che il Comune, attraverso i propri dirigenti, ha partecipato soltanto agli ultimi due sopralluoghi, su richiesta della soprintendenza stessa. A quel punto, però, le decisioni risultavano già prese. Biti ha inoltre precisato che le prescrizioni “sono della soprintendenza, la tutela del contesto paesaggistico compete alla soprintendenza, le norme e i procedimenti dicono chiaramente a chi tocca che cosa. La materia paesaggistica è di stretta competenza della soprintendenza”. Una posizione netta, che individua con chiarezza le responsabilità secondo l’amministrazione comunale.

La questione è stata sollevata in Consiglio comunale da Massimo Sabatini della lista Schmidt, che ha chiesto spiegazioni sull’assenza di sopralluoghi ufficiali relativi alla verifica preventiva dei materiali e dei colori delle facciate.

Dal cubo nero al cilindrone bianco, la maxi antenna situata in viale Belfiore che continua a far discutere e che incide sull’immagine dello skyline cittadino. La struttura ha attirato l’attenzione anche del celebre Times, che ha parlato di una “camera con vista su un brutto ripetitore 5G”, offrendo una pubblicità negativa per Firenze.

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