Dopo la notizia dei circa dieci indagati, verrà fatta una richiesta perché l’assessora all’urbanistica Caterina Biti riferisca in aula sugli sviluppi del caso.
FIRENZE – Il caso del cubo nero approda oggi anche in Consiglio comunale a Firenze. La vicenda è partita lo scorso 6 febbraio: sono una decina gli indagati sulla struttura realizzata a seguito della ristrutturazione del Teatro Comunale, al centro di polemiche per il suo impatto sullo skyline fiorentino. Falso e violazione della normativa a tutela del paesaggio i reati ipotizzati dalla procura. E se nei giorni scorsi sono state rese note comunicazioni tra la Soprintendenza e il Comune di Firenze, dove la soprintendente Antonella Ranaldi parlava apertamente di un effetto da attutire e di un colore “troppo scuro”, oggi il caso diventa al centro della seduta dell’assemblea di oggi. Non dal punto di vista formale: nell’ordine del giorno della seduta odierna infatti ci sono tre delibere al voto, ma in teoria non sono previste discussioni sul cubo nero. Il problema è che due delle tre delibere fanno capo all’attuale assessora all’urbanistica Caterina Biti (l’altra è dell’assessore alla mobilità Andrea Giorgio e riguarda debiti fuori bilancio): nello specifico l’assemblea cittadina è chiamata a votare gli atti sul riconoscimento di pubblico interesse per l’ex Monastero della Crocetta e per la parrocchia Corpus Domini al Bandino. Insomma Biti parlerà all’aula in un momento in cui potrebbero anche arrivare novità sulle indagini relative al cubo nero. I comitati e le opposizioni – in particolare il centrodestra – sono sul piede di guerra. Per questo motivo, secondo quanto si apprende, dopo i question time, le domande di attualità e il momento dedicato al Giorno del Ricordo (la solennità civile istituita nel 2005 per conservare la memoria delle vittime delle foibe e della tragedia dell’esodo giuliano-dalmata), verrà richiesta riunione di urgenza tra i capigruppo per chiedere di discutere del cubo nero. Insomma le opposizioni chiederanno a gran voce che l’assessora Biti svolga un’informativa per spiegare bene la posizione del Comune. Tra il pubblico ci potrebbero essere esponenti del comitato Salviamo Firenze, i primi a far uscire il caso grazie al lavoro del suo principale esponente Massimo Torelli.
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