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Cubo nero, l’ex soprintendente Pessina interrogato in procura

Andrea Pessina, l’ex soprintendente per le Belle Arti e il Paesaggio per la città metropolitana di Firenze, risulta tra gli indagati del ‘cubo nero’, l’edificio di lusso nato sulle ceneri dell’ex Teatro comunale, a Firenze. Da quanto si apprende il manager, che è stato ascoltato nei giorni scorsi, ha respinto ogni tipo di accusa.

I reati ipotizzati sono falso legato al parere espresso durante l’iter, che, per legge, è obbligatorio e vincolante, e violazione del Testo Unico sul paesaggio. Nell’inchiesta, diretta dal procuratore capo Rosa Volpe e dall’aggiunto Marilù Gattelli, sarebbero indagate almeno dodici persone (potrebbero essere anche di più), tra cui alcuni dirigenti della Direzione Urbanistica del Comune di Firenze anche in servizio all’epoca, i componenti della commissione paesaggistica per il mandato 2015-2020 e la proprietà. Le accuse ipotizzate, a vario titolo, sono: falso, falso ideologico, abuso edilizio, e violazione del Testo Unico dei beni culturali e del paesaggio.

Nel frattempo vanno avanti le polemiche politiche per il caso del ‘cilindrone’, la maxi antenna telefonica installata in viale Belfiore che però oscura lo skyline di Firenze.
Ieri c’è stato un botta e risposta piccato tra la soprintendente Antonella Ranaldi e la sindaca Sara Funaro. Oggi potrebbero esserci altri aggiornamenti.

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