A Villa Argentina il focus sull’arte dei pittori Giovanni Boldini e Tamara de Lempicka

VIAREGGIO – Torna a Villa Argentina, a Viareggio, l’appuntamento con la rassegna “I manifesti dell’arte, la vita e le opere di artisti italiani e stranieri tra ‘800 e ‘900” a cura di Arturo Faraoni (produzione, regia, testi) e Paolo Magri (colonne sonore originali). Domani, giovedì 17 maggio alle 17, infatti, è in programma il sesto incontro della rassegna che, in quest’occasione, tratterà del parallelismo e delle differenze tra Giovanni Boldini e Tamara de Lempicka.

Il primo, Boldini, pittore ritrattista ferrarese nato nel 1842, a vent’anni è già una piccola celebrità a Ferrara per i suoi ritratti e gli scorci di paesaggio, si trasferisce a Firenze per iscriversi all’Accademia di Belle Arti, dove insegnano Ussi e Pollastrini. Durante il soggiorno a Firenze, Boldini diventa amico inseparabile di Michele Gordigiani e Cristiano Banti; con loro frequenta il Caffè Michelangelo che in quel momento ospita i pittori Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca, il critico Diego Martelli, tutti esponenti di rilievo della nuova corrente pittorica dei Macchiaioli. In questo periodo Boldini dipinge, oltre che ritratti, anche soggetti paesaggistici, senza lasciarsi influenzare troppo dagli amici Macchiaioli. Per completare la propria educazione artistica nel 1867 il pittore si trasferisce a Parigi per l’Exposition Universelle dove ammira le opere il Realismo di Courbet e conoscere gli Impressionisti Édouard Manet, Alfred Sisley ed Edgar Degas.
 
Tamara de Lempicka (1898-1980), invece, è stata pittrice di origini polacche, figura fondamentale nell’arte del Novecento e un’esponente di spicco dell’Art Déco.
 
A 24 anni, dopo aver già sposato l’avvocato Tadeusz Łempicki ed essersi trasferita a S. Pietroburgo, poco tempo dopo la sua prima esposizione al Salon d’Automne diventa famosa come ritrattista disegnando le dame più note di Parigi. La vita di Tamara de Lempicka è legata ai suoi continui spostamenti. Più volte visita l’Italia e viene ospitata al Vittoriale da Gabriele D’Annunzio che proverà a sedurla con insistenza ma senza successo. Nel 1943 è costretta a lasciare l’Europa invasa dai nazisti per trasferirsi negli Stati Uniti insieme al nuovo marito, il barone Raoul Kuffner de Diószegh, di origini ebraiche. Negli Usa diventa famosa, oltre che per le sue opere d’arte, per il suo stile di vita mondano e le grandiose feste che tiene nelle sue ville. Le opere di de Lempicka si caratterizzano per l’uso di un esiguo numero di colori che sulla tela appaiono luminosi, forti e decisi, così come le linee nette e precise che disegnano donne fredde, malinconiche, irraggiungibili.
 
Come nei precedenti incontri sarà il critico d’arte Paolo Fornaciari ad approfondire la vita, le opere e le tecniche dei due personaggi grazie all’ausilio di diapositive e video.
 
La rassegna “I manifesti dell’arte, la vita e le opere di artisti italiani e stranieri tra ‘800 e ‘900” è organizzata dalla Provincia di Lucca in collaborazione con l’Associazione Gruppo Amici della Versilia , il Museo Ugo Guidi e il Comune di Viareggio, con il supporto di Marco del Bucchia Editore e Radio Versilia.
 
I prossimi incontri sono previsti il 31 maggio: Ugo Guidi – Paul Klee e il 7 giugno: Umberto Boccioni – Pablo Picasso.
 
Info : Tel. 0584 1647600 ; e.mail: musei@provincia.lucca.it