Da Balzac a Mangiacapra, “Il Numero Uno” spopola al Festival Culturale Lgbt: la video intervista all’autore

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MARINA DI TORRE DEL LAGO – “Il numero uno. Confessioni di un marchettaro”. Il libro di Francesco Mangiacapra, l’escort di Napoli, balzato alle cronache nazionali per aver denunciato “don Euro”, il prete di Massa indagato dalla Procura per aver usato i soldi dei parrocchiani in festini a base di sesso, è stato presentato ieri pomeriggio al Baddy, sulla marina di Torre del Lago, nell’ambito di OltreConfine, il Festival Culturale Lgbt, da Letizia Tassinari e Aldo Belli di TGRegione.it. Un incontro moderato da Paolo Sardo, che ha egregiamente condotto il dibattto. Faccia pulita, da ragazzo per bene, ottima dialettica, Francesco Mangiacapra si è presentato in sala in kimono di seta e infradito. Da Balzac a Mangiacapra, “Il  Numero uno” si rivela la miglior biografia mai scritta in Italia sul tema della prostituzione, maschile e femminile. Francesco, studi classici alle spalle, dai frati Scolopi, una laurea in Giurisprudenza alla Federico Secondo di Napoli, avvocato che ha lasciato la professione preferendo vendere il suo corpo anzichè svendere il suo cervello, si è messo a nudo, raccontando uno spaccato di vita senza remore, senza vergogna, in modo assolutamente trasparente, senza volgarità alcuna. Il libro nasce dalla sua storia personale, non è gossip, e vuole proporre il tema del precariato, di giovani con in tasca una laurea che però non trovano un lavoro. Non è un’ apologia della prostituzione, o un invito a prostituirsi, ma il raccontare un riscatto, una indipendenza e la dignità, raggiunti con coraggio. Una sorta di liberazione, di autoterapia…  o forse, come ammette lo stesso autore, un canto del cigno: “Ho voluto consegnare alla scrittura la mia vita”. Figlo di una generazione vittima dell’inflazione dei titoli di studio, un cane sciolto,  così si è definito Mangiacapra, che da gay, spesso, è stato non compreso dagli stessi omosessuali. Impegnato in numerose battaglie per i diritti, si sta battendo da tempo per il riconoscimento del meretricio come lavoro, professione da legalizzare, per permettere a chi fa l’escort di poter pagare le tasse, e avere la pensione. Molti gli applausi del pubblico,  tra i presenti anche dirigenti comunali, avvocati, politici, Pasquale Sgrò, imprenditore del settore della sicurezza che proprio da poco ha presentato il suo ultimo libro, e il marchese Emilio Petrini Mansi.

Edito da Iacobelli, il libro è in vendita nelle migliori librerie a 14 euro.

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