Debutta a Torre del Lago “Lo Stallo” di Sandro Luporini

TORRE DEL LAGO – Debutta a Torre del Lago Puccini il 18 aprile e a Lucca il 19 aprile Lo Stallo, spettacolo inedito dello storico coautore di Giorgio Gaber, con Chiara e David Riondino

Il prossimo 18 aprile a Torre del Lago nel Teatro Giacomo Puccini e il 19 aprile al Teatro del Giglio di Lucca, prima assoluta dello spettacolo  Lo Stallo, il nuovo spettacolo teatrale di Sandro Luporini, pittore e scrittore viareggino che è stato per oltre trent’anni coautore di Giorgio Gaber e che con lui ha inventato il Teatro Canzone. La produzione gode del patrocinio del Comune di Viareggio e  del Comune di Lucca.

Lo spettacolo

Lo Stallo, un’alternanza di canzoni e monologhi nella tradizione del Teatro Canzone, sarà interpretato da David Riondino, che firma anche la regia  e dalla sorella, Chiara Riondino, cantante dalla voce profonda, potente e straordinariamente espressiva. Con loro sul palco, il gruppo musicale dei Khorakhanè e il polistrumentista Luca Ravagni, già musicista per Giorgio Gaber. La produzione è di DeepSide Music e MPL Communication. Le musiche sono di: Simone Baldini Tosi, Marco Canepa, Fabrizio Coveri, Giulio D’Agnello, Pier David Fanti, Fabrizio Federighi, Meme Lucarelli, Chiara Riondino, David Riondino, Matteo Scheda. Lo Stallo, il cui titolo allude a quella particolare conclusione del gioco degli scacchi in cui «la partita non ha vincitori né vinti, è immobile, eternamente sospesa», è il racconto di un uomo che si sente incapace di un gesto qualsiasi che possa ridare un senso al mondo e alla vita. David e Chiara Riondino, tra serie riflessioni e momenti comici, ci accompagnano in un viaggio nel nostro presente, nelle nostre nevrosi, negli aspetti più intimi della vita. La difficoltà di amare, la questione femminile, la mancanza di slanci vitali, la sessualità, la solitudine, la vecchiaia, il dilagare assurdo e irrazionale della violenza, la morte – sono tutti temi che Luporini, con il suo testo, ci costringe ad affrontare, con analisi spietate e l’intelligente leggerezza dell’ironia. E così, se all’inizio dello spettacolo ci si chiede se «il buio che vedo e che forse c’è / non è nel mio tempo ma è dentro di me», alla fine si ammette che, seppure messi costantemente alla prova dalla complessità dell’esistenza, c’è ancora qualcosa che possiamo fare, qualcosa che dipende soltanto da noi. È per dirci questo che, dopo quattordici anni di silenzio, Sandro Luporini, all’età di 87 anni, è tornato a scrivere per il teatro. Per raccontarci, con l’autoironia e la profondità che per oltre trent’anni hanno emozionato il pubblico italiano, di sé e di noi.

SANDRO LUPORINI

Scrittore e pittore, nasce a Viareggio il 12 luglio 1930. Studente all’Università di Pisa, nel 1953 abbandona gli studi di Ingegneria per dedicarsi alla pittura e si trasferisce a Roma. Nel 1956 è a Milano e partecipa a varie mostre insieme ai pittori della Galleria Bergamini, prendendo parte agli eventi del realismo esistenziale, per poi legarsi più tardi al gruppo della Metacosa. Sempre a Milano, agli inizi degli anni Sessanta, conosce Giorgio Gaber e tra i due nasce subito un’amicizia, che sfocia presto in un sodalizio artistico interrotto solo, nel 2003, dalla morte di Gaber. La loro collaborazione porta alla nascita del genere Teatro Canzone. Tra i loro più importanti spettacoli: Il signor G, Far finta di essere sani, Libertà obbligatoria, Polli di allevamento, Anni affollati, Il Grigio, Il caso di Alessandro e Maria, Il dio bambino. È autore, insieme al nipote Roberto Luporini, del libro G. – Vi racconto Gaber, edito da Mondadori nel 2013. Lo Stallo segna il ritorno di Luporini alla scrittura teatrale dopo un silenzio di quattordici anni.

DAVID RIONDINO

Bibliotecario a Firenze, dal 1970 al 1980 in Biblioteca Nazionale. Come cantautore, partecipa più volte al Club Tenco, l’ultima nella edizione 2017. Apre nel 1979 lo storico Tour di De André e PFM. Tra i suoi successi più noti, Maracaibo, pezzo cult dell’estate ’81, e il personaggio di Joao Mesquinho. Dal suo debutto, oltre la musica e la scrittura poetica, esplora instancabilmente il teatro (ha lavorato con Paolo Rossi, Giuseppe Bertolucci, Sabina Guzzanti, Sandro Lombardi, Enrico Rava, Stefano Bollani, Dario Vergassola), il cinema (ha lavorato con Marco Tullio Giordana, Gabriele Salvatores, Sabina Guzzanti, oltre a dirigere i film “Cuba libre – Velocipedi ai tropici”) la radio (tra gli altri programmi da lui condotti, “Il Dottor Djembé”, con Stefano Bollani, su RaiRadio3 e “Vasco de Gama”, con Vergassola, su RaiRadio2) e la televisione (“Maurizio Costanzo Show”, “Quelli che il calcio”, “A tutto volume”, “Velisti per caso” e “Una poltrona per due”). Verseggiatore satirico per «Tango», «Il male», «Cuore», animatore degli storici Festival di Cuore e Tango a Montecchio Emilia. Tra il suoi libri ricordiamo Rombi e Milonghe (Feltrinelli, 1993) e, illustrato da Milo Manara, Il trombettiere (Magazzini Salani, 2012), Lo Sgurz (Nottetempo, 2016). Documentarista, ha girato e prodotto vari lavori sulla improvvisazione in versi a Cuba, uno per tutti “Shakespeare in Avana”, nel 2010. Tra i lavori più recenti: “Bocca baciata non perde ventura”, un cd con 12 ballate dal Decameron di Boccaccio, composte per una trasmissione celebrativa nel novellista su Radio 3; “Il Bolero come terapia”, traduzione ed esecuzione di 12 famosi boleros, arrangiato da Claudio Farinone, chitarrista, per un titolato organico di latin Jazz. CHIARA RIONDINO Classe 1955. Cantautrice. È insegnante di letteratura italiana al liceo Galileo di Firenze. Discografia recente: “La stessa rabbia la stessa primavera”, viaggio attorno alle canzoni del 1968. Collaborazioni con Francesca Breschi, Lisetta Luchini. Interprete de “La buona novella”, banda, coro e quintetto, dall’omonimo disco di De André, coordinato da Fabio Battistelli.

KORAKHANÈ

Gruppo rivelazione del 2007 al 57° Festival di Sanremo, secondo premio della critica nella sezione giovani, premio MEI come miglior gruppo 2007 Indie POP, i KHORAKHANÈ nascono nel 2001 come tribute band a Fabrizio de André sviluppando però parallelamente un repertorio di brani originali. Nell’ottobre 2008 hanno inoltre rappresentato l’Italia assieme a Negrita e Modena City Ramblers nell’Italian Night, concerto tenuto nell’ambito del POPKOMM 2008 a Berlino. Nel 2010 hanno ritirato all’Arena di Verona il Wind Music Award, premio assegnato a seguito dell’uscita del nuovo album e del video di “Non ho scordato”, brano estratto dall’album dedicato alle vittime delle stragi terroristiche degli anni di piombo. Hanno suonato anche in Polonia, Svizzera, Egitto, Svezia, Germania e Francia. All’attivo hanno 2 album: La ballata di Gino (2007) e L’esploratore (2010). E’ del 2012 il singolo “Vino Rosso”, brano che nelle tematiche si muove nel mondo di Pier Vittorio Tondelli, scrittore di culto morto nel 1991. Fondamentali nel corso degli anni gli incontri con Massimo Bubola, con cui i Khorakhanè hanno condiviso più volte il palco accompagnandolo nei suoi concerti e proponendo suoi brani (anche inediti) nei loro live, e con Sandro Luporini. E’ previsto per il 2018 il nuovo album della band. Il nuovo lavoro conterrà brani inediti basati su testi di Sandro Luporini, Massimo Bubola e Khorakhanè.

LUCA RAVAGNI Classe 1964, si è avvicinato al mondo della musica, quasi per gioco e a soli sei anni, frequentando e suonando alla scuola di musica della Banda di Sant’Angelo Scalo, sotto l’attenta guida del maestro Luciano Andreini e prendendo lezioni di musica private dal maestro Leonardo Marini. Nel 1979, si è poi trasferito a Grosseto, dove ha cominciato a suonare nei gruppi da sala da ballo e continuando a frequentare in contemporanea la scuola di musica comunale con il maestro Marcello Governi. Ma è in Conservatorio a Siena, all’epoca chiamato Istituto Musicale e dove si iscrive contro la volontà dei genitori, che Luca Ravagni comprende il suo destino, studia clarinetto e pianoforte con Piernarciso Masi, pianista a livello internazionale, e ottiene il diploma di clarinetto in solo quattro anni e mezzo, contro i sette previsti. Per Giorgio Gaber ha suonato Sax, Flauto, Clarinetto e tastiere.