Enrico Lo Verso alla Versiliana è “Uno, nessuno, centomila”

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MARINA DI PIETRASANTA – La prosa d’autore torna protagonista al Festival della Versiliana. La 38° stagione firmata da Massimiliano Simoni per la direzione artistica propone per giovedì 3 agosto un classico che vedrà protagonista il grande Enrico Lo Verso  alle prese con un  contemporaneo Vitangelo Moscarda, l’uomo “senza tempo” di Uno, nessuno, centomila nell’adattamento e regia di Alessandra Pizzi.

Uno spettacolo sull’ultimo romanzo di Luigi Pirandello, quello che riesce a sintetizzare il pensiero dell’autore nel modo più completo. L’autore stesso, in una lettera autobiografica, lo definisce come il romanzo “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita.  “Uno, nessuno e centomila” è un’opera di lunga elaborazione, di assidua stesura, che accompagna, o per meglio dire informa di sé, il resto della produzione pirandelliana. ( inizio ore 21.30 – biglietti da 15 a 30 euro Info 0584 265757 www.versilianafestival.it)

Un unico testo narrativo, per interpretazione sempre diverse affidate al racconto di Enrico Lo Verso, che mette in scena  un’interpretazione naturalistica, immediata, “schietta”, di Vitangelo Moscarda, volta a sottolineare la contemporaneità di un messaggio universale:  la ricerca della propria essenza, dentro la giungla quotidiana di omologazioni. La voglia di arrivare infondo ed assaporare la vita, quella autentica, oltre le imposizioni sociali dei ruoli. La paura di essere soli, fuori dal grido sociale della massa. Ed infine, il piacere unico, impagabile della scoperta del proprio “uno”: autentico, vero, necessario. Il Vitangelo Moscarda interpretato da Lo Verso diventa uomo di oggi, di ieri, di domani. Ed il testo diventa critica di una società che oggi, come cento anni fa quando fu concepito, tende alla partecipazione di massa a svantaggio della specificità dell’individuo.   L’interpretazione, non manca di ironia e sagacia, ricca com’è di inflessioni e note di colore tipiche siciliane, tanto care all’autore del testo, al personaggio e all’attore che lo interpreta.  Una messa in scena mutevole in ogni contesto, nel rapporto empatico con il luogo e con chi ascolta e che da forma ad un personaggio, che è uno, centomila o nessuno, tutti per la prima volta affidati al racconto di una voce.

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