Il matrimonio di mia sorella, ieri a Lucca Aldo Belli di TGregione ha presentato il libro di Cinzia Pennati

LUCCA – Ieri pomeriggio Aldo Belli di Tgregione.it ha presentato a Lucca, per l’editore Giunti, il libro di Cinzia Pennati «Il matrimonio di mia sorella» appena uscito nelle librerie (e disponibile anche in rete nella versione digitale).

Un romanzo – recensito nella nostra rubrica TRENTARIGHE – destinato alla vetta delle classifiche. Prossimamente verrà presentato anche a Viareggio.

Riportiamo l’inizio del libro.

Allungo il braccio e spengo la sveglia. Sono le sette meno un quarto e devo alzarmi. Il problema è che non ho chiuso occhio e non ho trovato l’album di famiglia. Celeste diventerà matta, avrei dovuto portarglielo ieri pomeriggio, invece mi sono scordata.

Avevo promesso a mia sorella che per il suo matrimonio mi sarei impegnata, ma la verità è che odio i matrimoni, li ho sempre odiati. Una spesa inutile, energie sprecate, tempo perso. Per questo mi sono sposata in Comune: due firme, qualche parente, venti minuti di cerimonia e il gioco è fatto. Anzi, se non fosse stato per Luca non mi sarei sposata proprio. Ero riuscita a tergiversare persino con mia madre che voleva vedermi sposata a tutti i costi.

Alla fine è stato Luca a insistere. Eravamo d’accordo che avrei smesso di prendere la pillola e avremmo provato a fare un bambino; invece, una sera, dopo la telefonata con sua madre (le telefonate serali di mia suocera sono sempre un digestivo naturale) mi ha detto: «Se vuoi un figlio dobbiamo sposarci».

Lui sa essere sempre molto convincente. Io volevo un figlio e l’abbiamo fatto. Ci siamo sposati in quattro e quattr’otto e l’ho chiusa lì.

L’ unico aspetto positivo di tutta la faccenda è che al matrimonio di mia sorella ci sarà zia Rosa (in realtà è la zia di mia madre), e la sua presenza per me è piuttosto rassicurante, è una delle poche che riesce a tenere a freno quella lingua biforcuta di mia nonna. Inoltre rivedrò. Fiamma, il che è meraviglioso….devo solo ricordarmi di andare a prenderla in aeroporto. Mia cugina vive a Londra ormai da tre anni e, conoscendola, se non fosse stata la testimone di Celeste non si sarebbe mossa. A volte la invidio. Invidio la distanza che ha messo con la nostra famiglia. Una distanza necessaria, perché per lo più i genitori succhiano il sangue.