Le radio d’epoca in mostra alla Fortezza di Mont’Alfonso a Castelunuovo Garfagnana

GARFAGNANA – Se quella dell’estate 2016, allestita nel Museo etnografico provinciale di S. Pellegrino in Alpe (Castiglione Garfagnana) fu una ‘ghiotta’ anteprima della rassegna, la mostra sulle radio d’epoca che sarà inaugurata lunedì 2 aprile, alle 14:30, nella Fortezza di Mont’Alfonso a Castelnuovo Garfagnana, avrà carattere di esposizione permanente nella Casa con gli Archi all’interno della storica fortificazione. L’inaugurazione rientra nell’ambito dell’iniziativa “Pasquetta tra le nuvole” ed ha il patrocinio del Comune di Castelnuovo di Garfagnana e dell’Unione dei Comuni della Garfagnana.

“La Radio: Voce della Storia” è il titolo della mostra di apparecchi radio d’epoca: oltre 80 pezzi rari e preziosi, che fanno parte della prestigiosa raccolta donata dal collezionista Armando Goldoni di Formigine (Modena) alla Provincia di Lucca che ha deciso di renderla visibile al pubblico, appunto, in maniera permanente, dopo l’anteprima di due anni fa che riscosse un notevole successo di pubblico.
 
L’esposizione costituisce una sorta di itinerario della storia della radio classica degli anni d’oro: dagli anni ’20 agli anni ’60. Dalle prime radio che, in pratica, erano veri e propri strumenti scientifici con fili, leve, valvole e scale graduate di difficile comprensione, fino alle successive realizzate con la cassa in legno, le scale graduate retroilluminate dov’è possibile vedere la frequenza e la stazione, le manopole per la sintonia e il volume.
 
“La Radio: Voce della Storia” ha l’obiettivo di evidenziare non solo l’evoluzione tecnologica ed estetica di questi apparecchi, ma anche la diversa funzione sociale e culturale rivestita nel tempo da questo oggetto. Un apparecchio che compare per la prima volta nelle case degli italiani nei primi anni ’30, suscitando dubbi e curiosità, ma diffusosi poi rapidamente in tutta la Penisola diventando, di fatto, il primo mezzo di comunicazione di massa, usato per i radiogiornali, per la propaganda politica, per raccontare i grandi eventi, per diffondere la musica, e più tardi, anche per le radiocronache sportive e contribuendo, tra l’altro, anche all’alfabetizzazione di molti strati sociali del nostro Paese; opera poi proseguita in maniera più diretta nei primi anni di diffusione della televisione.
 
La Provincia di Lucca, rispetto all’anteprima di S. Pellegrino nel 2016, ha arricchito questa mostra permanente a Mont’Alfonso con contributi video, audio e documenti rari anch’essi donati dalla famiglia Goldoni, in particolare dalla signora Giovanna Vecchi Goldoni, che contribuiranno a rendere ancora più interessante il percorso espositivo sia per gli adulti che per i più piccoli.
 
Una sezione della mostra, grazie ai preziosi ricordi della famiglia, rievocherà anche il contributo della Garfagnana alla storia delle trasmissioni radio attraverso la figura dello scienziato Francesco Vecchiacchi (1902-1955): nato a Filicaia, frazione del comune di Camporgiano il 9 ottobre 1902 che alternò esperienze di studio e insegnamento con il lavoro alla Magneti Marelli, dove assunse la direzione del Laboratorio Radio orientando le sue ricerche verso le nuove conquiste della tecnica elettronica, della trasmissione dei segnali radio attraverso ponti radio e realizzando, all’inizio della seconda guerra mondiale, innovativi sistemi radar.
 
Con l’occasione sarà possibile visitare anche la mostra “Nel vento e nel ricordo – Storie di bambini ebrei della Shoah in provincia di Lucca” aperta alla Fortezza in collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea.
 
La mostra “La Radio: Voce della Storia” sarà visitabile – ad ingresso libero – alla Fortezza di Mont’Alfonso dal lunedì a venerdì dalle 9 alle 13; il martedì e il giovedì, oltre alla mattina, anche dalle 15 alle 17 (in altri orari solo su appuntamento.)

 

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