Le ‘Vite Deragliate’ di Tommaso Strambi al Caffè della Versiliana

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MARINA DI PIETRASANTA – (di Stefania Bernacchia) Ci sono vite che d’improvviso prendono una piega assurda, inspiegabile, imprevedibile fino a quel momento. Come un treno in corsa, fermo e deciso sui binari che, improvvisamente e senza un’apparente causa specifica, deraglia. Ecco, le vite narrate nell’antologia di racconti di Tommaso Strambi, giornalista e responsabile della redazione pisana del quotidiano La Nazione, sono un po’ come quel treno. Abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con Strambi in occasione della presentazione di ‘Vite deragliate’ (MdS edizioni) al Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta.

Tommaso, le storie narrate in ‘Vite deragliate’ sono tutte tratte da avvenimenti di cronaca realmente accaduti, che hai avuto modo di seguire in qualità di cronista. Qual è stato l’input che ha dato il via a questo libro?

La storia che più mi ha colpito e che ha dato il là alla stesura del volume è quella del marito che, in una tranquilla sera di ottobre, si vede arrivare a casa un gruppo di poliziotti e d’improvviso scopre che la donna che aveva accanto non era una semplice biologa e studentessa universitaria, bensì la postina delle Br. Questo fatto di cronaca realmente accaduto è il miglior esempio di cosa ‘Vite deragliate’ voglia comunicare: la realtà è molto più complessa e articolata di quanto si possa percepire; gli stravolgimenti del quotidiano, come si è soliti vedere nelle sale cinematografiche, avvengono ahimè anche nella vita vera, persone all’apparenza normalissime hanno in realtà una doppia facciata e nascondono, più o meno consapevolmente, un rovescio della medaglia che non sempre è facilmente percepibile. Crediamo di conoscere le persone che stanno al nostro fianco, ma spesso non conosciamo nemmeno noi stessi. Insomma, la realtà che supera la fantasia non è solo un luogo comune.

Le storie hanno protagonisti eterogenei, di varia età, ceto sociale, cultura. C’è il giovane manager che perde la testa per la donna sbagliata, il dipendente di un’ azienda vitivinicola che, arrabbiato con il titolare, versa ettolitri di Barolo per vendetta, c’è l’amministratore di condominio che finisce nei guai perché accusato di essersi intascato i soldi delle bollette pagate dai condomini. Dunque è possibile che chiunque, ad un certo punto della propria vita, deragli?

I deragliamenti sono sicuramente di varia natura, più o meno voluti, più o meno consapevoli, e credo che sì, possa davvero capitare a chiunque, ad un certo punto della vita, di smarrirsi. Quello che purtroppo non sempre capita è l’occasione di recuperare, o meglio, scorgere la possibilità di farcela, avere la forza di cogliere la luce in fondo al tunnel. Qualcuno mi ha detto ’sono storie in cui manca l’amico che ti teneva la mano’ ed è una frase che trovo molto esplicativa per descrivere la profonda solitudine in cui spesso le persone ‘deragliate’ si trovano.

E’ sicuramente un libro che fa riflettere, scritto e strutturato in modo che i 13 racconti vengano ad uno ad uno divorati, dove solo il finale è in grado di appagare il lettore. Ed il fatto che la prefazione sia stata scritta dallo sceneggiatore e autore teatrale Mario Cristiani lascia intravedere un ‘non finisce qui’.

Diciamo che per il mio terzo libro (il primo era I compagni del Monte, Ed.Cantagalli, del 2013) l’incipit può essere scovato all’interno di ‘Vite deragliate’, non posso svelare altro!

 

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