Lucca Film Festival: a OLIVER STONE il Premio alla Carriera 2017

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LUCCA – (di Stefania Bernacchia) Il Premio alla Carriera dell’edizione 2017 del Lucca Film Festival e Europacinema va al regista, sceneggiatore, produttore e attore Oliver Stone.

Tre premi Oscar e innumerevoli candidature ai più importanti festival cinematografici del mondo, Stone è a Lucca per tre giorni, nei quali sarà a disposizione del pubblico, dei giornalisti e dei curiosi che vorranno vedere da vicino una vera e propria star di Hollywood.

Oltre alla conferenza stampa di stamani infatti, riservata alla sola stampa, il regista sarà domani sera, venerdì 7 aprile al Cinema Astra, dove oltre ad incontrare il pubblico, riceverà il Premio alla Carriera e introdurrà la proiezione della versione rivisitata del suo film ‘Alexander’ (2014). L’ultimo giorno della sua permanenza toscana Stone lo dedicherà conversando con il pubblico, sabato 8 aprile al Teatro del Giglio a partire dalle ore 10,00.

Erano presenti anche il Sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, il Presidente del Lucca Film Festival Nicola Borrelli, il Direttore della Fondazione Cassa Risparmio di Lucca Rag. Marcello Bertocchini e il Direttore Generale del Teatro del Giglio Manrico Ferrucci. Tutti hanno voluto omaggiare il grande regista con parole di gratitudine, esprimendo la loro felicità nell’avere un ospite tanto importante al Festival cinematografico della città.

Appena arrivato nella Sala dei Servi, sede della conferenza stampa di questa mattina, Oliver Stone ha espresso tutta la sua gratitudine per essere stato invitato al LFFEC e ha avuto parole molto lodevoli per il catalogo del Festival, in particolar modo per l’elegante introduzione di Marco Spagnoli. Si è inoltre complimentato per la bellezza di Lucca e della Toscana in generale, confidando il desiderio di voler visitare una cartiera ‘perché adoro tutto ciò che muta e si trasforma, come appunto il processo che porta ad ottenere la carta di cui qui a Lucca siete dei veri e propri maestri’, ha affermato Stone.

Al regista sono state fatte molte domande, legate soprattutto al ruolo che la politica ricopre nelle sue opere.

Mr. Stone, in relazione al suo legame con il regista Roman Polanski, cosa pensa della caccia all’uomo cui negli ultimi anni è stato sottoposto?

Ammiro i film di Roman e non posso negare che sia un artista con problematiche importanti, come del resto molti nel nostro settore. Ma allo stesso sono convinto che questa vicenda rispecchi a pieno la cosiddetta moralità pubblica statunitense, così puritana rispetto alla sfera della sessualità, così veloce nel condannare e nel puntare il dito, non è mai stata generosa, né mai ha perdonato: è lei la vera responsabile di molte problematiche presenti negli Usa.

In Italia fare film ‘politicizzati’ è pressoché impossibile. Lei, al contrario, ha prodotto e diretto molte pellicole in cui l’ideale politico è molto forte e sentito. Cosa ha imparato l’America dai suoi film? E cosa riuscirebbe o non riuscirebbe a dire dell’America di Trump?

Gran parte dei miei film affrontano tematiche politiche, ma in realtà il loro scopo principale è quello di affrontare le persone in quanto tali, la formazione della loro identità individuale. Ad esempio, in Alexander narro le gesta di Alessandro Magno, ma è sulla sua persona che voglio soffermarmi, egli è stato il grande guerriero che è stato grazie al rapporto che ha avuto con la madre.

In Italia avete avuto grandi personaggi come Pier Paolo Pasolini impensabili per il sistema americano: per loro sarebbe stata una morte commerciale certa. Nonostante le vostre difficoltà economiche e finanziarie avete avuto registi del calibro di Bernardo Bertolucci: avete sicuramente una libertà di espressione maggiore che negli States. per quanto concerne i miei progetti futuri, sto terminando un Documentario cui tengo molto, che uscirà nei primi mesi del 2018: Conversation with Putin. Sarà la prima volta che si potrà ascoltare il Presidente russo mentre parla in lingua inglese senza essere tradotto né filtrato.

Cosa ne pensa dei provvedimenti presi da Trump riguardo gli immigrati, la costruzione del muro al confine con il Messico e il sistema sanitario?

A mio avviso Trump sta andando in una direzione totalmente sbagliata, anche per quanto riguarda la questione climatica. Ma ricordiamoci che negli Usa non sono i Presidenti a comandare, bensì un Sistema più grande di loro, una burocrazia che è continua nel tempo, qualunque sia il Presidente al potere. E’ come uno Stato parallelo basato su Wall Street, sulla tecnologia e sull’apparato militare.

Di seguito un breve estratto della Conferenza Stampa di stamani con OLIVER STONE:

 

 

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