Nel Chiosto di S.Agostino la storia d’Italia in versi del compianto Professor Barbini. Guarda i video

PIETRASANTA – (di Matteo Baudone) Con la moderazione del giornalista Raffaele Capparelli, responsabile comunicazione per la Banca di Credito Cooperativo della Versilia Lunigiana Garfagnana, il vice direttore del Sole 24 Ore Roberto Bernabó, il presidente del Consiglio di Regione Toscana Eugenio Giani, il critico d’arte e editore di Petrarte edizioni Giovanni Bovecchi, il giornalista scrittore Michele Morabito e il docente e scrittore Antonio Quaresima, sono sei i relatori che hanno presentato nella sala della Santissima Annunziata nel chiostro di Sant’Agostino a Pietrasanta il libro del compianto scrittore Guglielmo Barbini intitolato ‘Storia d’Italia in endecasillabi’. Presenti in sala figure istituzionali e non, tra cui il sindaco del Comune di Pietrasanta neoeletto Alberto Giovannetti e il Presidente di Banca della Versilia della Lunigiana della Garfagnana Enzo Maria Stamati. La conferenza ha iniziato a popolarsi all’incirca verso l’orario designato dai manifesti e dalle locandine. Presente in sala Ettore Neri ex candidato per il centrosinistra alle amministrative ultime di Pietrasanta. E il vice di Gabinetto del Comune di Forte dei Marmi Stefano Neri in quanto il patrocinio dell’opera è duplice tra Pietrasanta e Forte dei Marmi, poichè il professor Barbini ha insegnato al Liceo Scientifico “Michelangelo” di Forte dei Marmi.
I conferenzieri, più o meno a contatto con Barbini da vivo nella sua attività di insegnante, sono stati concordi nel dire che nell’opera in versi si sente e si può sentire Barbini stesso. E soprattutto è stato molto interessante che l’editore, oltre ad aver ringraziato a fine conferenza la famiglia di Barbini per aver permesso la pubblicazione di un manoscritto di decine di quaderni scritti di pugno dall’autore, abbia letto le prime pagine con i versi iniziali dell’opera per far sentire cosa e come Barbini ha scritto la sua storia d’Italia: una ricchezza di ironia e di simpatia per una opera sembrerebbe la più lunga mai scritta in italiano.
Tra chi ha scritto la prefazione e chi l’introduzione, tutti uniti nel dire che si tratta di un vero e proprio capolavoro. L’opera di un genio che non soltanto ha e sta lasciando la sua traccia con questo libro, ma che ha lasciato la sua traccia nei suoi allievi. La forma della sua opera è infatti un dialogo con un gruppo di suoi allievi immaginari che, guidato dalla sua musa ispiratrice da buon artista, sono il suo pubblico riguardo i duemila e passa anni della storia che ha raccontato in perfetto endecasillabo in stile Ariostesco.
Un piccolo buffet fuori dalla sala della conferenza ha rinfrescato pubblico e relatori, passando per l’uscita dove un tavolo ha permesso l’acquisto del libro che è andato letteralmente a ruba.