“Il Numero Uno”, il libro di Francesco Mangiacapra al Baddy con TGregione.it

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MARINA DI TORRE DEL LAGO – Sabato 12 agosto alla 18.30 presentazione sulla Marina di Torre del Lago del libro “Il Numero Uno. Confessioni di un marchettaro” di Francesco Mangiacapra, l’escort che ha denunciato il caso di don Euro, il prete di Massa indagato dalla Procura. L’appuntamento è sulla terrazza del Baddy sulla Marina di Torre del Lago Puccini in occasione della rassegna OltreConfine – Festival Culturale Lgbt, all’interno degli eventi del Torre Pride Village 2017 – Mare, Eventi e Cultura. Interverranno per TGregione.it Letizia Tassinari e Aldo Belli.

Un libro autobiografico, quello di Francesco Mangiacapra, curatore Mario Gelardi, edito da Iacobelli Editore, con la prefazione di Pino Strabioli. Poco è stato detto e scritto della prostituzione maschile, nulla sulla prostituzione maschile moderna, figlia dell’inflazione dei titoli di studio, della disoccupazione e del precariato che ha coinvolto anche tanti brillanti laureati. E poche sono le persone disposte a raccontarsi con trasparenza e lealtà. Francesco, stratega del sesso e del profitto, ci conduce in un viaggio all’interno dei vizi delle persone più apparentemente insospettabili ma ci fa anche riflettere sull’amore e sulla dignità. Francesco si mostra per quello che è e non chiede l’assoluzione e la comprensione di nessuno, semplicemente perché non ne ha bisogno: lui è il Numero Uno.
Del libro TGregione.it aveva già dato notizia a marzo scorso ( LEGGI ANCHE:
“Il numero uno. Confessoni di un marchettaro”: il libro di .).

Francesco Mangiacapra è il gigolò partenopeo che ha portato alla luce la vicenda di don Euro, il prete massese, che con i soldi dei parrocchiani se la spassava con cene e festini a base di sesso a pagamento, finito al centro di un’indagine coordinata dalla Procura apuana e portata avanti dai Carabinieri. Un libro verità di un laureato in Giurisprudenza che ha lasciato la professione da azzeccarbugli per diventare escort. Un sex worker che, come racconta, ha preferito vendere il suo corpo anziché svendere il suo cervello facendo fotocopie in uno studio legale: “Ero laureato da qualche anno ed era un giorno in cui mi sentivo meno di niente. In videochat un uomo mi propose un incontro. Era un avvocato, per venti minuti mi avrebbe pagato 150 euro, come un mese da praticante. In quel momento ho scelto. Un ripiego, certo. Ma oggi quanti scendono a compromessi con l’inflazione dei titoli di studio, con la disoccupazione? E quanti sedicenni lo fanno per comprarsi l’ultimo iPhone? Non sono orgoglioso di prostituirmi, ma sono grato alla mia attività di avermi reso indipendente. Io metto più cervello nel vendere il mio corpo di quanto potessi metterne nello studio legale”.

Della prostituzione maschile è stato detto e scritto poco, nulla sulla prostituzione maschile moderna figlia dell’inflazione e del precariato che ha coinvolto anche tanti brillanti laureati. E poche sono le persone disposte a raccontarsi e capaci di farlo con trasparenza e lealtà, senza temere il giudizio e lo stigma. Francesco, stratega del sesso e del profitto, ci conduce in un viaggio all’interno dei vizi delle persone più apparentemente insospettabili ma ci fa anche riflettere sull’amore e sulla dignità. “Il mio segreto è che io col cliente ci parlo: lo specchio di fronte al mio letto è un oblò sul mondo”. In questo romanzo-diario racconta come è diventato un escort per uomini, donne e coppie, come la sua bulimia sessuale e verso il danaro, gli abbia dato la possibilità di fare una vita agiata ottenendo quel riscatto economico e quell’indipendenza che la libera professione di avvocato non gli ha dato. L’escort più conosciuto di Napoli è anche il più sfrontato, il più disinibito: “Sono un capitalista della compassione del più disparato campionario umano. Ma spesso, nulla è più aberrante di un sorriso forzato”. Un vero viaggio nella vita dell’escort ma anche in quelle dei suoi numerosissimi clienti, un panorama umano assolutamente inedito, raccontato con spietatezza e senza pudore. Clienti insospettabili e clienti sospettabili: preti, militari, disabili. Francesco ne ha per tutti: si mostra per quello che è, col cinismo di alcune sue posizioni sulla vita, sul sesso, sull’omosessualità. Con la sua lente di ingrandimento su quei pudori celati che sono parte integrante di ognuno di noi, non chiede l’assoluzione di nessuno, la comprensione di nessuno, semplicemente perché non ne ha bisogno: lui è il Numero Uno. “Puttana si nasce. O lo sei o non lo sei. Posso svelare i miei trucchi, ma se non lo sei di tuo non lo diventerai mai”. Ma allo stesso tempo parlando dell’amore e della propria famiglia arriva al cuore del lettore svelando tutte le sue debolezze senza remore e dando valore aggiunto e ulteriore credibilità a tutte le sue dichiarazioni impudenti e politicamente scorrette. “Ho vinto. Anche perdendo l’ingenuità. Non la dignità. Per quella ho riletto le regole con intelligenza, le ho mostrate alla gente e hanno capito. Ho imparato che non basta superare gli ostacoli e i limiti. Bisogna essere il Numero Uno” . Infine, un anelito malinconico ma speranzoso, farà emergere la sua umanità e sensibilità, che resterà impressa nel cuore del lettore, soddisfatto di essere entrato nella vita di una persona e non soltanto di un escort e di aver trovato risposta a tutte le proprie curiosità in un affresco di uno spaccato di vita, inedito, innovativo e completo. “Ho preferito vendere a buon prezzo il corpo piuttosto che svendere il mio intelletto, ho deciso di rimanere padrone di me stesso e delle mie scelte piuttosto che essere vessato e sfruttato intellettualmente da altri”, afferma Francesco

Mangiacapra nasce a Napoli negli anni Ottanta. Frequenta le scuole cattoliche dei padri Scolopi (gli stessi di Moana Pozzi!), si diploma al liceo classico e si laurea in giurisprudenza all’Università Degli Studi di Napoli “Federico II”. Per qualche anno esercita il praticantato da avvocato. Successivamente, pur avendo superando l’esame di Stato presso la Corte d’Appello di Napoli, decide di non iscriversi all’albo. Animo anticonformista, vive nella sua casa al centro della metropoli partenopea. È testimone chiave e principale accusatore nel procedimento che vede coinvolto Don Euro, al secolo Don Luca Morini, indagato dalla Procura di Massa Carrara e protagonista dello scandalo – denunciato dallo stesso Mangiacapra – sollevato dai servizi televisivi de Le Iene che vede il sacerdote protagonista di spese folli e orge a base di sesso gay e droga con il denaro sottratto ai fedeli in oltre vent’anni di sacerdozio, come scritto in numerosi articoli di TGregione.it

“Sapersi vendere è più importante di ciò che vendiamo. Questo è il self-marketing, la qualità è quello che il cliente crede che sia, anche se ciò che sta acquistando è contraffatto: spesso le migliori merci di valore lo sono. Erroneamente, si pensa che il denaro che guadagno sia denaro facile. Preferisco definirlo più propriamente denaro veloce, ma certamente non facile. Il mio lavoro più volte mi ha fatto interrogare sul rischio di sottrarmi a me stesso, alle persone che mi circondano, alla mia libertà, ma soprattutto all’amore: chi si prostituisce trova il modo di vendersi ma non sempre è in grado di trovare il modo di darsi. Non ho mai chiuso la porta in faccia a nessuno. Ho solo tentato a modo mio di aprirmi la strada verso la felicità, e non è stata la strada più facile né la più comoda. Se qualcuno pensa che la mia sia una scelta di comodo gli cedo il mio posto, anche se dubito che altri saprebbero occuparlo come lo occupo io. Da Numero Uno”

 

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