Il ritorno di Gianni Togni

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MASSA CARRARA – ( di Daniela Marzano ) – Ai giovanissimi Gianni Togni, classe ’56, è un nome che non dice poi molto nel panorama musicale italiano, ma per i più il suo nome è legato indissolubilmente al singolo “Luna”, entrato di diritto nella classifica dei singoli più venduti di tutti gli anni ’80 con i suoi milioni di dischi. E non è l’unico.

Una vita fatta di scelte la sua, come quella di rompere sodalizi importanti con collaboratori e case discografiche per scrivere in assoluta libertà, di dedicarsi oltre al mercato europeo, a quello meno consueto del Giappone o dell’America del Sud, alla scelta più importante di smettere all’apice del successo di comporre hit popolari e dedicarsi al mondo del teatro, del musical e della musica sinfonica.

Rifiuta il divismo e odia le telecamere, però si concede in via eccezionale ai microfoni di TgRegione.it per uno scambio di battute nel backstage del Premio Lunezia al quale, dopo 22 anni, ha deciso di partecipare.

Centinaia di milioni di dischi venduti grazie a successi come Luna, Semplice, Per noi innamorati, Vivi, Giulia poi la scelta di abbandonare le ballate romantiche e i tour tutto esaurito per dedicarsi al teatro e al dietro alle quinte. Qual è il perché di questa scelta?

Non mi bastavano più le canzoni, quindi ho fatto la scelta di misurarmi con altri mondi, cominciando dal musical “Hollywood ritratto di un divo” nel 1997 con Massimo Ranieri ed è stato un enorme successo. Poi da lì mi hanno chiamato all’estero e sono stato l’unico italiano a essere stato chiamato all’estero per fare un musical. Ho fatto anche un musical sinfonico su Greta Garbo allo Stadsteatern di Stoccolma che è stato in scena 2 anni poi tornato ho rifatto dei dischi, ritornando poi ancora al musical al Sistina con “Poveri ma belli” nel 2008, anch’esso un grande successo. Adesso faccio un po’ tutto.

Un tour in programma con il repertorio di tue canzoni che hai davvero unico?

Un tour lo sto programmando, brevissimo, con l‘uscita del nuovo album che sarà probabilmente a marzo 2018 e penso ad aprile di riuscire a fare 5 o 6 concerti nei teatri. Solo nei teatri.

C’è stato un periodo nel quale tu affiancavi alle nuove tecnologie anche la scelta dell’LP quale ritorno al vinile. Vale anche per questo ultimo album?

L’album uscirà solo in vinile. Verrà inciso su nastro 24, mixato su nastro ¼ di pollice perché se faccio il vinile deve essere tutto analogico.

Che rapporto hai con il cinema?

Faccio qualcosa ma solo per divertimento e per amici. Stare dietro a un regista è sempre molto difficile. Ti chiedono cose che sinceramente a volte non capisco e quindi….Per me una musica è bella o è brutta, o va bene o va male, ma ci sono spesso elucubrazioni mentali che non riesco a capire quindi mi stacco, invece con gli amici lo faccio volentieri.

Tu lo sai che il titolo del tuo secondo album “… e in quel momento, entrando in un teatro vuoto, un pomeriggio vestito di bianco, mi tolgo la giacca, accendo le luci e sul palco m’invento” è probabilmente ancora il più lungo della storia della canzone italiana?

 Si lo so (sorride e va via senza spiegare il perché di quella scelta n.d.r.).

Gianni Togni

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