Successo al Caffè Chantant per ‘La Signorina Else’, spettacolo a cura di Andrea Buscemi con Martina Benedetti. Guarda il video

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MARINA DI PIETRASANTA – (di Stefania Bernacchia) E’ andato in scena ieri sera in Prima Nazionale lo spettacolo “LA SIGNORINA ELSE” di Arthur Schnitzler sul palco del Caffè Chantant del Festival della Versiliana. Grande successo per la protagonista assoluta, l’attrice Martina Benedetti, che ha dato il meglio di sè nel celeberrimo monologo interiore della giovane protagonista, attraverso il quale Schnitzler criticava impietosamente la società viennese dell’epoca. 

La pièce, curata dall’attore e regista Andrea Buscemi, è una produzione della Fondazione Sipario Toscana Onlus, che gestisce la Città del Teatro di Cascina, di cui Buscemi è Direttore Artistico.
Di seguito le interviste di TGregione.it a Martina Benedetti e Andrea Buscemi:

Nei singoli uomini non si è verificata la benché minima trasformazione, non è accaduto altro se non che diverse inibizioni sono state spazzate via e che ogni specie di mascalzonate e furfanterie possono essere commesse oggi con un rischio relativamente minore, in ogni senso sia morale che materiale, di quanto non accadeva in passato. Inoltre si parla un po’ più di cibo e di denaro. Così Arthur Schnitzler descriveva, nel 1924, la sua epoca, difendendo “Signorina Else” dalle critiche di coloro che la consideravano un’opera appartenente a un mondo “finito e sorpassato”. In realtà, la vicenda della giovane donna, ospite della zia nel Grand Hotel di San Martino di Castrozza, che per salvare il padre dalla rovina economica deve mostrarsi nuda a un vecchio conoscente, è quanto mai sintomatica della lotta della dignità umana contro il potere del denaro.Else è una giovane viennese di buona famiglia borghese; il padre ha il vizio del gioco e rischia spesso l’arresto. Il laido signor von Dorsday, amico del padre di Else, accetta di salvarlo dai debiti e di spedire il denaro a condizione che Else gli si mostri totalmente nuda. Attraverso il monologo interiore della ragazza – messa di fronte alla necessità di prostituirsi per salvare suo padre dal suicidio e la sua famiglia dallo scandalo e la bancarotta – Schnitzler critica impietosamente la società viennese dell’epoca; la famiglia, che con la ragazza si rapporta in modo opportunistico e meschino; la condizione femminile; la frivolezza e la superficialità della borghesia viennese che, nel momento in cui Else non riuscendo più a sopportare la pressione si presenta nuda nella hall dell’albergo dopodiché delira e sviene, non si preoccupa minimamente della sua salute e delle sue motivazioni ma soltanto dello scandalo: la stessa società incapace di autocritica che radiò Schnitzler dall’esercito, turbata dai suoi racconti invece di ammettere e affrontare i problemi della società del tempo.

Photo credits: Rinaldo Serra

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