Tre grandi dell’architettura incantano Pisa: occorre essere dei visionari per affrontare il mondo. Femia, Molinari e Pescolderung agli Arsenali Repubblicani

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PISA – (di Stefania Bernacchia) E’ stato un pomeriggio all’insegna dell’arte, dell’architettura, del linguaggio delle forme, della grafica e del riuso. Un pomeriggio come ce ne sono pochi, con la sala affollata di interessati, per lo più giovani, che in silenzio hanno assistito a quattro ore di racconto, di narrazione, di poesia. Sì, perché quella tenuta dai tre grandi maestri architetti non è stata una mera lezione su un progetto tecnico o su una piantina geografica. Essi ci hanno letteralmente rapito, trascinandoci in un mondo che non siamo soliti argomentare, ma che con le loro parole e il loro linguaggio fluido, schietto e comprensibile ci è sembrato di conoscere e riconoscere.

Alfonso Femia, architetto e cofondatore insieme all’architetto Gianluca Peluffo dello studio 5+1AA, Luca Molinari, architetto e curatore del Padiglione Italia alla 12. Biennale di Venezia del 2010 e Gianluigi Pescolderung, professore all’Università Iuav e cofondatore di Tapiro Design sono stati i protagonisti del convegno di architettura ‘Un nuovo realismo magico’, organizzato dall’Associazione culturale LP (Laboratorio permanente per la città) in occasione della presentazione della mostra di architettura e del progetto ‘Les Docks Marseille’. Il convegno, che si è svolto venerdì pomeriggio agli Arsenali Repubblicani a Pisa, è stato una sorta di preview di quella che sarà la seconda edizione della Biennale di Architettura che si svolgerà nella città della Torre il prossimo mese di ottobre.

Presenti anche il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi e l’assessora all’urbanistica Ylenia Zambito, entrambi entusiasti del progetto e del numeroso pubblico accorso all’inaugurazione.

E’ stato un momento in cui i valori del dialogo, del riuso, del progetto inteso come convergenza di stimoli e idee e quindi coraggio sono emersi come naturale risultato dell’indagine artistica e architettonica, ove il singolo diviene fondamentale solo se unito all’ ‘altro’. L’integrazione di elementi differenti è la risultante di questa continua ricerca: è come un fiume, che unisce due sponde lontane e differenti. Ecco che il mare (in primis il Mediterraneo, culla della nostra cultura e della nostra civiltà), diviene elemento basilare di unione e fonte di ispirazione. L’acqua come unione, sviluppo, crescita, dialogo e coraggio.

Abbiamo avuto il piacere di fare qualche domanda a Massimo Del Seppia, Presidente dell’Associazione culturale LP (Laboratorio permanente per la città) che ha organizzato il convegno-mostra:

 

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