Tullio Solenghi ai microfoni di TGregione.it: Anna è sempre con noi

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MARINA DI PIETRASANTA: (di Stefania Bernacchia) In ogni spettacolo che facciamo, in ogni battuta, in ogni nostro gesto sopra il palcoscenico, Anna è sempre con noi. Sono commosse e sincere le parole di Tullio Solenghi, che abbiamo avuto modo di intervistare in occasione dello spettacolo ‘Massimo Lopez e Tullio Solenghi Show’, che andrà in scena al Teatro della Versiliana domani sera, sabato 29 luglio.

Si prevedono due ore di risate ed emozioni con il vostro Show, unite però a momenti di riflessione, è così?

Assolutamente. Sarà uno spettacolo divertente e comico, ma anche riflessivo, che alterna imitazioni e battute a momenti di pura emozione. Abbiamo voluto dedicare uno spazio al ricordo di Anna (Marchesini n.d.r.), che siamo sicuri coinvolgerà sia noi che il pubblico presente.

Lei è un attore celebre e affermato, ma come dice nel suo libro del 1995 è ‘Uno e Trino’: il legame che si è creato all’interno del Trio è indissolubile e anche a distanza di anni è difficile immaginarvi come ‘singoli’. Dal 1982 al 1994 avete avuto un successo strepitoso, partecipando ai più importanti programmi televisivi come Sanremo e Domenica In.

Sì, è vero, le persone ci hanno conosciuto e apprezzato come Trio ed è stato bellissimo dividere la scena con due mostri sacri del teatro italiano come Anna Marchesini e Massimo Lopez. Sono stati anni indimenticabili, con un’atmosfera davvero magica che abbiamo voluto ricreare con la reunion del 2008, per celebrare i 25 anni del Trio con lo spettacolo ‘Non esiste più la mezza stagione’. La cosa più bella e importante che ci ha lasciato Anna, è che lei non ci ha mai realmente lasciato. E’ sempre in mezzo a noi, sia in termini scenici che di amicizia; è stata talmente importante e fondamentale nelle nostre vite che è come se facesse ancora parte di noi.

La vostra comicità è sempre stata ‘sana’, pulita. Basti pensare al successo della rivisitazione de I promessi sposi nello sceneggiato televisivo Rai del 1990: 5 puntate e mai una parolaccia. Segno che si può far ridere anche senza essere volgari.

Assolutamente. Abbiamo sempre creduto in un teatro pulito, dove il linguaggio scurrile non serve per far sorridere; anzi credo che la comicità che rincorre la parolaccia rappresenti un’intelligenza davvero di basso livello.

Dal 2000 si è dedicato anche alla televisione, partecipando a diverse fiction come Distretto di polizia e Furore- Il vento della speranza. Quale differenza ha riscontrato fra il teatro e la tv?

Sicuramente una delle cose che cambia maggiormente tra recitare in televisione o in teatro è il pubblico. Quello televisivo è un pubblico presunto, che saprai se ha apprezzato o meno il tuo spettacolo il giorno successivo, leggendo i dati auditel. A teatro invece tutto è molto più immediato e diretto, ‘cotto e mangiato’ si potrebbe dire, e la reazione di chi ha visto il tuo show si percepisce subito, nel bene o nel male (sorride).

Si può trovare una dimensione da ‘solista’ dopo che per una vita intera si è diviso il palco con due attori altrettanto bravi e preparati come lei?

Penso di sì, cambiando genere e repertorio si può trovare anche una dimensione da attore singolo, ma credo che, come nel caso dello spettacolo di domani sera in Versiliana, recitare con Massimo (Lopez n.d.r.) moltiplichi la valenza e lo spettacolo alla fine avrà sicuramente un valore aggiunto.

 

 

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