‘Un mare di libri’ al Bagno Venezia di Lido di Camaiore con Francesca Mineo, Antonella Zanca e Marco Piccolino

LIDO DI CAMAIORE – Nuovo appuntamento al Bagno Venezia di Lido di Camaiore per la rassegna UN MARE DI LIBRI, ideata e condotta da Demetrio Brandi in collaborazione con LuccAutori – premio Racconti nella Rete.  Media partner TGregione.it.

Giovedì 12 luglio alle 18.30 al  Bagno Venezia di Lido di Camaiore si parlerà di adozione con la giornalista e scrittrice Francesca Mineo – “Adozione. Una famiglia che nasce” (Edizioni San Paolo). La natura come pretesto per raccontare tratti di umanità nei racconti della scrittrice Antonella Zanca – “Germogli” (Edizioni Ensemble), una storia affascinante che torna alla ribalta locale e non solo con il professor Marco Piccolino  – “Il pallone frenato del Matanna” (Edizioni Il Campano).

In omaggio per il pubblico presente  alcuni gadget legati alle tematiche dei libri. Seguirà brindisi con gli autori.

Diario di viaggio, guida, lettura interamente a misura di nonni: “Adozione. Una famiglia che nasce” (ed. San Paolo) è il nuovo libro di Francesca Mineo, giornalista e mamma adottiva che ha costruito un manuale ricco di consigli pratici, dal prima al dopo l’adozione.   L’attesa di un bambino adottivo, desiderato e amato prima ancora di essere conosciuto, rappresenta una rivoluzione non solo per i futuri genitori, ma anche per i nonni più esperti. Questo libro è per loro guida autorevole ma anche diario di viaggio, che comincia con l’annuncio dell’adozione fino all’arrivo (spesso da un altro continente) e alla conoscenza del nipotino.   Nulla è scontato: ci saranno tempi lunghi come nella gravidanza degli elefanti, interrogativi, dubbi e tanta voglia di essere una vera risorsa per la nuova famiglia che nasce. Tranquilli: ci sarà lavoro anche per voi, cari nonni, persino quando vi troverete al parchetto col vostro adorato bambino e dovrete fronteggiare la curiosità altrui. Qui potrete trovare un assaggio del lavoro (faticoso, certo, ma anche gioioso) che vi aspetta per la costruzione di questo amore.   Francesca Mineo, giornalista, si occupa di strategie di comunicazione per organizzazioni del terzo settore, tra cui alcuni enti per le adozioni internazionali. Ha curato collane editoriali e pubblicazioni sui temi della famiglia, dell’adozione e dell’inclusione sociale di minori in situazioni di fragilità. Ha scritto I 189 giorni di Laura (Ancora, 2009). È mamma di un bambino originario della Cina. Ha avuto nonni fantastici, che ancora oggi, in qualche modo, ispirano la sua vita.

Antonella Zanca presenta “Germogli” (Edizioni Ensemble).  Undici racconti che seguono il ritmo incalzante della natura. Natura come tale, dal germoglio alla pianta ma anche natura umana dal germoglio della vita ai sentimenti e alle sue sfaccettature. La scrittura che Antonella Zanca propone è intensa e profonda. I suoi racconti toccano le corde dell’animo e smuovono ricordi e sentimenti che ognuno vive nel suo intimo.
Germogli è una raccolta di racconti che si può leggere e rileggere perché permette di trovare sempre nuovi spunti di riflessione.
“La natura ha le sue regole – dice l’autrice – e dai germogli nascono pretesti per raccontare tratti di umanità.” Il libro è arricchito  da meravigliose illustrazioni ad acquerello in bianco e nero realizzate da Isanna Trovato, che ha saputo interpretare alla perfezione le emozioni e i sentimenti che traspaiono dalle parole.
Il libro è edito da Edizioni Ensemble, casa editrice romana che punta a promuovere giovani esordienti e autori di valore internazionale che con la propria opera possano lasciare un messaggio universale.  Antonella Zanca vive a Milano e scrive fin da giovanissima. Ha pubblicato diversi racconti su riviste femminili e antologie e scrive anche sul blog di Barbara Garlaschelli.  Con un suo racconto ha vinto il premio Racconti nella Rete.  Inoltre ha partecipato al collettivo ScriviPerBene, progetto di scrittura per beneficenza che col libro “La giusta Luce”, sulla violenza in famiglia, è ora in libreria.

Marco Piccolino presenta “Il pallone frenato del Matanna”(Edizioni Il Campano). La storia inizia con il matrimonio avvenuto attorno al 1870 tra Alemanno Barsi (fabbro di una famiglia che dal 1540 si tramandava il mestiere di padre in figlio, a Palagnana, al confine tra i comuni di Stazzema, Pescaglia e Vergemoli, sul versante nord del Monte Matanna) e Clorinda Bianchini, ragazza forse bruttina, ma che possedeva un barile di marenghi d’oro, frutto dei risparmi del padre emigrato per lungo tempo nelle Americhe.

Dopo aver continuato per alcuni anni il mestiere di famiglia, verso la metà degli anni ‘80 dell’Ottocento, Alemanno decide di costruire un albergo di montagna a circa 700 metri di altezza non lontano dalla ferriera di famiglia. L’albergo ha successo anche perché in quel periodo c’è un grande interesse per l’alpinismo e il CAI sta allestendo sentieri e ferrate per scalare i picchi più importanti della zona.

Dopo una decina di anni, Alemanno costruisce un secondo albergo detto “Alto Matanna” situato a circa 1100 metri di altezza, in località Pia d’Orsina, in prossimità della cima del Matanna. Suo figlio Daniele sposa nel 1900 una giovane, estremamente ricca anch’ella e di famiglia alto-borghese, originaria di Montecarlo di Lucca, Rosa Bianucci, la quale inizia a prendersi cura degli alberghi facendone dei luoghi raffinati, in grado di attrarre la borghesia e l’aristocrazia europea che frequentano la vicina Bagni di Lucca sul lato nord, e, sul lato sud, la Versilia, che sta vivendo un momento di grande espansione turistica.   Per i frequentatori delle spiagge versiliesi però arrivare all’albergo Alto Matanna è molto difficile, perché non vi sono strade dirette dal lato del mare, e per giungere al Matanna da Viareggio bisogna percorrere circa 30 km in vettura e poi una decina a dorso di mulo arrivando dal versante di Palagnana. Eppure la costa, visibile dalle vicinanze dell’Albergo Alto Matanna, è a pochi km (ma può essere raggiunta da questo versante solo attraverso un duro percorso a piedi che, dal termine della strada carrozzabile richiede circa 4 ore).

Daniele decide allora di costruire una singolare funivia basata su un pallone aerostatico guidato da un cavo metallico che in pochi minuti permette di giungere sulla cresta del monte partendo dalle colline di Camaiore.   Sono gli anni di infatuazione per palloni e mongolfiere, (il padiglione dedicato al volo aerostatico è il più visitato nell’Esposizione Internazionale di Milano del 1906). L’idea si concretizza grazie all’intervento di due ingegneri milanesi, Ercole Porro Lodi e Carlo Acquali (che progettano l’impianto), e a un capitano dell’aeronautica militare che ha lasciato il servizio per mettere su una ditta di costruzioni di palloni aerostatici, Romeo Frassinetti. L’impianto viene collaudato il 21 agosto del 1910 e il 28 agosto c’è il volo inaugurale con molte autorità che salgono sul pallone.   L’evento ha rilevanza nazionale. Il Corriere della Sera, La Stampa e La Tribuna gli dedicano grande spazio. Inoltre diverse riviste come La Domenica del Corriere e – in particolare –   Ars et Labor (il magazine della Casa Ricordi) pubblicano dei servizi sul pallone (quello di quest’ultima rivista è riccamente illustrato di foto d’epoca che rappresentano la principale fonte iconografica su questa storia).

 

UN MARE DI LIBRI AL BAGNO VENEZIA DI LIDO DI CAMAIORE

I prossimi incontri:

Giovedì 19 luglio ore 18.30 Stefano Tofani “Fiori a rovescio” (Nutrimenti),

Marco Ferri “Storie e leggende del Ponte Vecchio” (Angelo Pontecorboli

Editore), Laura Orsolini “Leone” (Edizioni Cinquemarzo).

Giovedì 26 luglio ore 18.30 GSF Gruppo Scrittori Firenze, con la

partecipazione di Nicoletta Manetti, Cristina Gatti, Eleonora Falchi,

Giulietta Casadei, Benedetta Manetti, Vincenzo Sacco, Renato Campinoti e

Fabrizio De Sanctis. Presentano le antologie “Je t’aime… moi non plus” e

“Squi – libri” (Porto Seguro).

Giovedì 2 agosto ore 18.30

Paolo Ciampi “Il sogno delle mappe” (Ediciclo Editore), Giancarlo Iannella

“Gibì Baronchelli. 12 secondi” (Lyasis Edizioni), Andrea Serra “Frigorifero

mon amour” (Miraggi Edizioni). Con la partecipazione della cantautrice

Eleonora Tirrito e del regista Diego Bonuccelli.