Da Mare Nostrum a Livorno, venerdi arriva in Porto la Fregata Maestrale

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LIVORNO – ( di Letizia Tassinari ) –  Eccola, la Fregata Maestrale, arriva a Livorno.  La nave militare della Marina militare arriverà  venerdì, e resterà fino a domenica, nel porto della città labronica, al Molo Capitaneria. Con questo evento, spiega la Marina, si vuole anche offrire la possibilità di visitare la nave e conoscere l’equipaggio: la nave sarà aperta al pubblico il 10 e il 12 ottobre dalle 15 alle 18, sabato dalle 17 alle 19.    La fregata ha preso parte a tutte le principali operazioni militari internazionali e le missioni umanitarie degli ultimi 30 anni, l’ultima è ‘Mare Nostrum’.

Lo scorso anno, era il 26 settembre 2013, la Fregata Maestrale era arrivata e a Viareggio. Una due giorni in rada , per un “omaggio” della Marina Militare Italiana alla storia marinara della città, il cui porto  festeggiava il suo primo secolo di vita. Chi scrive, sei anni fa, era già era salita a bordo dela nave da guerra, che nella quotidianità svolge un ruolo determinante sul territorio. Una Forza Armata, la Marina Militare Italiana, “silente”,  la cui “missione”, nonostante ì “tagli” imposti dal Governo, si lega con il lavoro della Protezione Civile, al servizio della collettività. La nave, lo ricordiamo, fu costruita a Riva Trigoso, varata nel 1981 e consegnata alla Marina Militare nel 1982, ed è dotata di scafo costituito da quindici compartimenti stagni. L’armamento missilistico prevede un cannone da 127 millimetri e 2 postazioni di mitragliere antiaeree da 40millimetri, 2 lanciasiluri tripli e 2 lanciasiluri per siluri filoguidati a poppa estrema. La componente missilistica consiste in tre lanciatori per missili. Lunga 124 metri, 3000 tonnellate di peso, la Maestrale viaggia alla velocità di 32 – 33 nodi. A bordo un ponte sul quale la fregata puo’ imbarcare due elicotteri. Il personale è composto da ben 220 membri. Imponente, nel salone, la bandiera, cimelio, del Regio Cacciatorpediniere Maestrale, auto affondatosi nel lontano 1943, per non consegnarsi ai tedeschi all’indomani dell’armistizio.

 

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